Thursday, 11 March, 2010

Cucina Siciliana | La Cassata Siciliana

Scritto da Antonio On marzo - 30 - 2009 aggiungi un commento

Navigando alla ricerca della ricetta del mio dolce siciliano preferita, la cassata, mi sono imbattuto nientepopodimenoche nella video-ricetta preparata dal Bar Palummo. Questa che segue è, intanto, la ricetta.

Ricetta:
Ingredienti:
1 pan di spagna da gr. 500;
gr. 400 ricotta freschissima di pecora;
gr. 200 zucchero al velo;
gr. 200 di frutta candita ( arancia, ciliegie,cedro);
gr. 100 cioccolato fondente;
rum;
vaniglia in polvere;
gr. 200 zucchero semolato.

Procedimento:
Passa la ricotta al setaccio, fine, facendo cadere la purea in una tegame.
Mescola quest’ultima con lo zucchero, 200 gr di frutta candita, tagliata minutamente,con il cioccolato ed un pizzico di vaniglia.
Prendi una tortiera con i bordi alti, metti all’interno il pan di spagna tagliato a fette e riempi gli spazi con il composto di ricotta.
Copri, il tutto, con un disco di pan di spagna e mettila in frigo per qualche ora.
Con lo zucchero semolato preparate la glassa; quando sarà pronta, spandila sulla torta.
Guarnisci la cassata alla siciliana con il resto della frutta candita tagliata a pezzetti.

Questo è invece il video. Buona visione!

Il 16 e 17 Maggio Asti propone Vinissage, salone  di vini da agricoltura biologica  e biodinamica, organizzato dal Comune di Asti in collaborazione con l’Associazione milanese Officina Enoica www.officinaenoica.org.
In questo fine settimana sarà possibile assaggiare ed acquistare  vini da   aziende provenienti dalle migliore zone viticole italiane, ma soprattutto sarà possibile dialogare con i vignaioli e capire perché così tenacemente si fanno promotori di vini che sono un tutt’uno sia con le loro scelte di vita sia con la loro terra.
Vinissage è una voce fuori dal coro in una città come Asti, indissolubilmente legata, già dal nome, al mondo del vino,  la cui vocazione vitivinicola   ha origine antiche e da cui origina il nome di una importante DOCG.   A maggior ragione in questa città  è giusto dare voce anche ad un altro lato del mondo del vino, quello che “sfida la chimica”, per offrire agli appassionati ed esperti del settore una panoramica il più completa possibile della produzione enologica di qualità.
La naturalità adottata in vigna dai vignaioli di questo Salone è poi perseguita tenacemente anche in cantina, rifiutando eccessive pratiche “interventiste”. Il loro è un lavoro di rispetto e valorizzazione dell’uva, senza alcuna forzatura. In cantina si impegnano per non distruggere quello che l’annata ha prodotto, vinificando secondo i criteri più tradizionali del posto. Per questi motivi i loro vini sono poco convenzionali e così strettamente legati al territorio di appartenenza.
Conoscendoli più da vicino ci si rende che il loro non è un semplice lavoro, è un modus vivendi, per vivere in simbiosi con la Natura e condividere il ciclo annuale della vite, assaporando l’alternarsi delle stagioni.
Si potrà così scoprire cosa ha spinto in Sardegna  le suore del Sacro cuore Evaristiane ad impiantare un’azienda agricola biologica ed unire il lavoro dei campi e della vigna agli alti ideali sociali e religiosi   a cui  si dedicano. Si potranno apprezzare i vini ma anche il valore sociale della Tenuta Selvadolce di Bordighera, scoprendo come. grazie alla passione per la propria terra è stato possibile salvare decine di posti di lavoro convertendo un’azienda di floricoltura ormai a rischio in un’azienda vitivinicola biodinamica che produce nel massimo rispetto e riqualificazione  dell’ambiente. Comprendere cosa unisce fin dal 1995 i produttori piemontesi e toscani del Consorzio Trimilli, il cui nome evoca   il primo viticoltore di origini italiche di cui si abbia notizia storica.   Chiedere perchè nei vigneti della Fattoria Castellina, in provincia di Firenze, le lavorazioni siano  ancora effettuate, dove possibile, con l’ausilio dei cavalli  oppure perché i discendenti del primo cameraman di Hitchcock si siano dedicati al vino nel cuore della Maremma, ed ancora scoprire le bellezza naturali dell’isola di Capraia  assaggiando i vini dell’azienda La Piana, unica azienda vinicola dell’isola…
Insomma Vinissage  non è solo una “Fiera del vino “, ma è soprattutto un’incontro con i vignaioli ed il frutto della loro passione per offrire al pubblico insieme ad un bicchiere di vino anche il loro entusiasmo.
Asti e Vinissage hanno scelto di condividere e promuovere l’esperienza di questi produttori che hanno fatto propria una filosofia che si ispira alla valorizzazione della cultura del territorio, alla difesa dell’ambiente e dei vitigni autoctoni…( info e programma su  www.comune.asti.it).
A questi stessi principi si ispira l’Associazione Officina Enoica, il cui supporto è   fondamentale per la selezione delle aziende partecipanti. Questa Associazione, con sede a Milano, promuove la vitivinicoltura attraverso l’impegno reciproco di produttore e consumatore, al fine di sviluppare e rafforzare le piccole economie locali mediante un sistema di produzione che coinvolga attivamente il consumatore.  Agevola lo scambio di informazioni, idee, esperienze tra  produttori e consumatori critici che propongano modelli alternativi di mercato,  di economia, di vita e di consumo sempre più essenziali ed equilibrati, improntati alla sobrietà e alla consapevolezza delle scelte.

TerroirVino, il meeting organizzato annualmente da TigullioVino.it, è giunto alla quinta edizione. L’ottima iniziativa, organizzata da Filippo Ronco e dal suo staff, andrà in scena lunedì 15 giugno al Palazzo Ducale di Genova e dalle ore 15 – dopo una mattinata dedicata ai soli operatori del settore – sarà aperta al pubblico senza alcuna distinzione.

Vino, persone e web saranno i protagonisti del meeting.

Questa la lista degli espositori, mentre visitando direttamente il sito potrete avere tutte le informazioni necessarie per raggiungere il luogo del meeting, la sua storia e i criteri di selezione per poter esporre i propri vini alla manifestazione.

Illy. Idillyum. Illy issimo. Innovazione e gusto

Scritto da Antonio On marzo - 20 - 2009 1 commento

Tempo fa, Illy mi ha dato la possibilità di provare Idillyum, monorigine che nasce dalla grande voglia di innovazione del marchio internazionale (20 anni di ricerca) e dalla costante ricerca di aromi e gusti che soddisfino i palati raffinati di una clientela esigente e attenta: Idillyum, infatti, associa a elevatissime doti aromatiche bassi valori naturali di caffeina.

Il caffé Illy classico è al contrario una miscela di 9 differenti tipologie di Caffé Arabica, un’unica miscela venduta in ogni parte del mondo. Quattro confezioni (due di Idillyum e due del secondo tipo) sono finite nella mia dispensa.

L’Idillyum si è rivelato sin dal primo sorso completamente nuovo e inaspettato. L’aroma è intenso, il caffé è cremoso e il retrogusto ha il sapore del cioccolato. Per ottenere questo risultato, Illy ha sviluppato il metodo Iperespresso (esclusivamente in capsule) che garantisce l’alto livello raggiunto dalla esclusiva miscela.

Ma Illy è continuamente alla ricerca del nuovo. Così, è notizia di questi giorni l’arrivo nel mercato italiano dei nuovi drink Illy issimo, bevande pronte da bere a base di caffè e prodotte in partnership con Coca-Cola. La bevanda è prodotta anche nella variante al latte. A breve sarà possibile acquistarla in tutti i bar e presso distributori automatici posti in autostrada, all’interno dei cinema, nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti italiani.

A differenza di altri prodotti del settore alimentare (beverage, wine, food), la birra sembra avere un passo differente.

In periodi di crisi i consumi subiscono un rallentamento. A volte, anche molto marcato come sta accadendo proprio in questi mesi. Un’altra cosa che accade è che l’orientamento dei consumatori si sposta verso prodotti a più bassa qualità (minor costo). In queste occasioni, spuntano quindi nuovi player, piccoli diventano medi o grandi e così via. Anche nel vino.

Lo stesso non è successo per la birra. Almeno, stando ai dati del 2008. La crisi ha rafforzato le birre di fascia superiore, mentre ha affossato le birre a prezzi più bassi e di più bassa qualità.

Vendita di birra al ribasso nei discount sparsi per la penisola, quindi e più attenzione alla qualità. Ma i segnalo non sono comunque tutti positivi, però: il volume totale di vendita sarebbe comunque in calo.

Attrezzature professionali: la lavabicchieri

Scritto da Antonio On marzo - 20 - 2009 1 commento

La vecchia lavabicchieri che avevo al bar da me assomiglia davvero poco alla nuova lavabicchieri che quelli di Maisazi hanno installato nella cucina dove tengono i loro corsi.

Nel post pubblicato oggi da Francesco, qualche buon consiglio sull’installazione e la messa in opera del potente marchingegno!

Questo il link.

E’ nato Dissapore.com

Scritto da Antonio On marzo - 16 - 2009 aggiungi un commento

Da oggi è online un nuovo spazio del quale la gastrosfera parla da un po’. Si tratta di Dissapore.com, condotto – immagino, ma non ho informazioni – dallo stesso Massimo Bernardi che tempo fa scriveva su Kelablu del Gambero Rosso, adesso in mano a un Supplente che non fa proseliti.

Il mio augurio a Massimo e allo staff di Dissapore per questo nuovo inizio.

Ricette di Pasqua | La Pastiera napoletana

Scritto da Antonio On marzo - 14 - 2009 1 commento

Ingredienti

ripieno
500 gr.di grano
500 gr. di zucchero (meglio 300 gr.)
500 gr. di ricotta
2 uova intere + 2 tuorli
cannella, cedro, acqua di fior d’arancio,
1-2 bustine di vanillina

pasta frolla
500 gr.di farina
200 gr.di zucchero
200 gr.di strutto (burro/margarina)
1 scorza di limone grattuggiato
2 uova intere + 3 tuorli
1 bustina di lievito

Preparazione
(ripieno)
Si frullano la ricotta, le uova e lo zucchero fino a che diventano a crema. Si aggiungono poco alla volta gli altri ingredienti.. cannella, cedro, acqua di fior d’arancio e la vanillina. A parte si lavorano il grano con una forchetta fino a farlo sciogliere. Infine unire i due impasti. Continuare a lavorarli fino ad ottenere una crema omogenea come in figura.

(pasta frolla)
Disporre la farina, lo zucchero e le uova su un piano da lavoro. Sciogliere in padella lo strutto e unirlo agli altri ingredienti mentre si procede con l’impasto. Lavorare l’impasto che non deve essere comunque molto duro: è meglio se è poco morbido ma deve avere una consistenza tale da essere modellabile.

Unire Pasta Frolla e Ripieno
Suddividere la pasta frolla: due terzi serviranno per rivestire la teglia, un terzo per la decorazione superiore a striscioline. Imburrare la teglia e dopo infarinarla leggermente. Il risultato è una teglia con un leggerissimo velo di farina sul fondo e sui bordi. Disporre la pasta frolla nella teglia. Fare in modo di rivestire completamente la teglia con uno strato di pasta frolla di meno di mezzo centimetro di spessore.
Versare l’impasto nella teglia. L’impasto, vista la fluidità, occuperà automaticamente tutto lo spazio utile. Dal terzo di pasta frolla messa da parte ricavare delle striscioline che serviranno per la decorazione. Disporre le striscioline nella tipica formazione incrociata. La pastiera è ora pronta per essere infornata.
Infornare a 150°C per un’ora circa. La pastiera napoletana di Pasqua è pronta.

[Image Credits: Mattia Luigi Nappi]

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