Con questo post iniziamo un viaggio nei presidi Slow Food italiani, partendo dalla regione Sicilia. Sarà un viaggio virtuale alla scoperta dei prodotti e dei territori. Un viaggio tra sapori, gusti, tradizione, città più o meno grandi e luoghi straordinari che hanno sempre tanto da raccontarci.
Come dicevo, partiremo con i presidi della regione Sicilia. La mia regione. Si tratta di 29 presidi che elenco qui di seguito. Cliccando su ciascun presidio (man mano che inseriremo le varie pagine), sarà possibile saperne di più del prodotto oggetto del presidio e del territorio dal quale nasce.
A livello nazionale i presidi sono 177 e raggruppano più di 1300 piccoli produttori: dai contadini, ai pescatori, ai fornai e agli allevatori. Un presidio è sinonimo di cura dell’ambiente, qualità, recupero delle tradizioni e rispetto per i prodotti della terra. Ed è anche una via per la creazione di una piccola economia che contribuisce al mantenimento di mestieri e prodotti che altrimenti sarebbero cannibalizzati dal cieco consumismo del nostro tempo.
Ecco, quindi, il motivo di questo nostro viaggio. Dare ai presidi il loro giusto spazio. Partendo da quelli siciliani.
Buon viaggio.
- Vastedda del Belìce
- Susine bianche di Monreale
- Suino nero dei Nebrodi
- Sale marino artigianale di Trapani
- Ragusano di vacca modicana
- Provola delle Madonie
- Provola dei Nebrodi
- Pistacchio di Bronte
- Pesche tardive di Leonforte
- Pane tradizionale di Lentini
- Pane nero di Castelvetrano
- Oliva minuta
- Melone purceddu d’Alcamo
- Masculina da magghia
- Manna delle Madonie
- Mandorla di Noto
- Mandarino tardivo di Ciaculli
- Maiorchino
- Limone interdonato
- Lenticchia di Ustica
- Fava larga di Leonforte
- Fagiolo badda di Polizzi
- Cuddrireddra di Delia
- Cipolla di Giarratana
- Capra Girgentana
- Cappero di Salina
- Asino ragusano
- Ape nera sicula
- Aglio rosso di Nubìa
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