Sunday, 5 February, 2012

Degustazione vini | Donnafugata Sedara 2006

Scritto da Antonio On aprile - 9 - 2009 aggiungi un commento

Ieri il mio pranzo è stato condito (è il caso di dirlo) da un buon vino siciliano: Donnafugata Sedara del 2006.

Donnafugata è un marchi ormai molto conosciuto e diffuso, e nonostante vi siano in giro molti estimatori della casa vinicola siciliana, io non sono tra questi. Nonostante tutto, questo Donnafugata 100% Nero D’Avola l’ho particolarmente apprezzato.

Il colore è un rosso rubino con sfumature di granato, intenso all’olfatto e al palato lievemente fruttato. Un vino tutto sommato equilibrato, affinato in vasche di cemento per circa 9 mesi e poi in bottiglia per ulteriore 3 mesi.

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In questo blog, come probabilmente avrete notato, non parlo molto spesso di vini. Il motivo è presto detto: amo parlare dei vini che in qualche modo mi hanno sorpreso e che ho quindi particolarmente apprezzato. Non ho nascosto tempo fa (e lo faccio ogni qual volta è possibile e opportuno) di essere entusiasta degli ottimi vini veneti di Davide Vignato, allo stesso modo voglio porre l’accento oggi sull’ottimo rosso Ardore di Cummo, cioè della Casa Vinicola Sicania.

Azienda siciliana, con zone di produzione localizzate nella provincia di Caltanissetta, tra Ravanusa, Butera e Palma di Montechiaro, tra terreni straordinari, sole e calore. In quella zona, l’azienda Cummo produce i suoi ottimi vini, che vanno dai rossi come Ardore, Passione, Seduzione, Follia ed Essenza, ai bianchi come l’Intrigante, l’Ammaliante e l’Ebbrezza per citarne alcuni.

Tra questi, voglio parlarvi oggi di Ardore. Un vino dal carattere fine, contraddistinto da un colore rosso scuro e da un bouquet intenso ornato da decise note di liquirizia amara che risaltano immediatamente al palato. Il vitigno utilizzato è la Sirah (vendemmia a settembre), mentre le uve sono lasciate a macerare per 20 giorni a una temperatura compresa tra i 22° e i 26°. L’affinamento successivo è poi ottenuto per due anni in acciaio inox e in botti di rovere di Allier. Il tenore alcolico è pari a 13,50% Vol.

Un ottimo vino questo di Cummo, che presento ai lettori del blog con molto piacere. Invitandovi anche a scoprire man mano questo e gli altri vini prodotti dalla Casa Vinicola Sicania.

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Illy. Idillyum. Illy issimo. Innovazione e gusto

Scritto da Antonio On marzo - 20 - 2009 1 commento

Tempo fa, Illy mi ha dato la possibilità di provare Idillyum, monorigine che nasce dalla grande voglia di innovazione del marchio internazionale (20 anni di ricerca) e dalla costante ricerca di aromi e gusti che soddisfino i palati raffinati di una clientela esigente e attenta: Idillyum, infatti, associa a elevatissime doti aromatiche bassi valori naturali di caffeina.

Il caffé Illy classico è al contrario una miscela di 9 differenti tipologie di Caffé Arabica, un’unica miscela venduta in ogni parte del mondo. Quattro confezioni (due di Idillyum e due del secondo tipo) sono finite nella mia dispensa.

L’Idillyum si è rivelato sin dal primo sorso completamente nuovo e inaspettato. L’aroma è intenso, il caffé è cremoso e il retrogusto ha il sapore del cioccolato. Per ottenere questo risultato, Illy ha sviluppato il metodo Iperespresso (esclusivamente in capsule) che garantisce l’alto livello raggiunto dalla esclusiva miscela.

Ma Illy è continuamente alla ricerca del nuovo. Così, è notizia di questi giorni l’arrivo nel mercato italiano dei nuovi drink Illy issimo, bevande pronte da bere a base di caffè e prodotte in partnership con Coca-Cola. La bevanda è prodotta anche nella variante al latte. A breve sarà possibile acquistarla in tutti i bar e presso distributori automatici posti in autostrada, all’interno dei cinema, nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti italiani.

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Si chiama Cannoli & Friends la rassegna dedicata a uno dei prodotti di punta della pasticceria siciliana. Le date da segnare bene sono 16 – 19 aprile. Il luogo è Piana degli Albanesi, uno dei paesi simbolo per la produzione del dolce.

“Alla Bit – ha spiegato Gaetano Caramanno, sindaco di Piana degli Albanesi – presenteremo un nuovo evento che promuoverà il cannolo di Piana a livello internazionale oltre che il nostro patrimonio culturale e paesaggistico, attirando visitatori, giornalisti e chef provenienti da tutto il mondo. Sarà una dolce occasione per conoscere più da vicino il mondo della pasticceria internazionale e siciliana, con le sue antiche tradizioni, e in particolare il nostro speciale cannolo al quale abbiamo dedicato un distretto produttivo, che raggruppa 60 imprese e oltre 200 addetti, in attesa di riconoscimento da parte dell’assessorato regionale alla Cooperazione.”

Uno dei momenti piùdi rilievo della manifestazione sarà la gara di pasticceria internazionale che vedrà il cannolo siciliano opposto a dolci celebri come la torta Sacher austriaca, la crema catalana, il babà napoletano (dopo il cannolo, il mio dolce preferito) e la classica francese Saint Honorè.

Durante la manifestazione ci saranno degustazioni di dolci siciliani, momenti culturali e incontri dedicati alla cultura Arbereshe

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L’azienda Vignato vini, produttori in Gambellara

Scritto da Antonio On gennaio - 7 - 2009 2 commenti

Ho ricevuto giorni fa un pacco speditomi dall’Azienda Vignato di Davide Vignato. Il pacco conteneva (non nel senso che li ho già finiti tutti…) tutti i vini prodotti, bianchi, rossi, passiti, recioti. Insomma, un bel regalo di Natale per il quale ho già ringraziato Davide personalmente.

L’azienda Vignato nasce moltissimi anni fa nel territorio di Gambellara, piccolo comune in provincia di Vicenza dove la famiglia Vignato è una delle più antiche. Già il bisnonno di Davide, Domenico, era – alla fine dell’800 – un produttore di vino. Nel 2006 è quindi toccato a Davide riprendere le redini dell’azienda di famiglia seguendo una semplice regola: prediligere la qualità alla quantità.

12 ettari di vigneto rientranti nel territorio del Gambellara DOC Classico coltivati rispettando la natura, senza stressare i vitigni e senza concimazione dannosa per il risultato finale. L’uva coltivata è per il 70% la Garganega, dalla quale si ottiene il Col Moenia Gambellara Classico, primo esemplare da me degustato, e il passito color oro Recioto di Gambellara. Nel restante 30% si coltivano vigne di Merlot, Chardonnay e Prosecco, dalle quali si producono il Ca’ Merula Rosso IGT, il Passito Rosso e lo Spumante Metodo Classico.

Il Col Moenia Gambellara Classico è stato – come detto – il primo vino che ho gustato. Un vino prodotto dall’uva di qualità Garganega, coltivati in terreni collinari di origine vulcanica e ottenuto da vigne con 25 anni di anzianità. Sarà per le sue radici ben piantate nel terreno vulcanico, sarà per le sue importanti qualità, ho sentito subito molto vicino questo vino, come prodotto nelle colline dell’Etna a due passi da casa mia. La resa delle coltivazioni, come per tutti i vini dell’azienda Vignato, è molto bassa: circa 60/70 quintali per ettaro di terreno. L’uva è raccolta a mano agli inizi di ottobre, messa in cassetta e lasciata appassire leggermente per 20 giorni in ambienti areati. Dopo questo periodo di tempo, l’uva è diraspata (l’operazione di separazione degli acini dai raspi, nda) e pressata ad un pressione massina di 0,5 bar. Viene poi fatta fermentare a temperatura controllata per 15-20 giorni e il vino travasato è lasciato in vasche d’acciaio a maturare, dove periodicamente viene rimescolato (remuage), almeno fino a maggio. Chiarifica e filtraggio. Poi si passa in bottiglia.

Il risultato è quello di un vino dal colore giallo paglierino, dal produmo delicato e armonioso, che ho molto apprezzato per la struttura e l’equilibrio dei sapori, piacevolmente morbido alla beva.

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Degustazione olio | L’extravergine biologico Casalino

Scritto da Antonio On dicembre - 22 - 2008 2 commenti

L’altro giorno ho avuto l’onore di ricevere un pacco contenente l’olio extravergine d’oliva biologico prodotto dalla Tenuta Il Casalino. Ne approfitto, anzi, per ringraziare il proprietario che si è dimostrato in ogni occasione molto cortese e gentile.

Ma passiamo all’olio.

Io ho una vera passione per l’olio extravergine d’oliva. Lo uso molto in cucina, lo metto ovunque possibile. L’olio Il Casalino, dal colore verdo abbastanza denso, l’ho gustato principalmente a crudo (dove – secondo me – risaltano le sue qualità). Giusto oggi, l’ho usato per condire un ottimo piatto di riso con i broccoli.

Come molti extravergine di qualità, pizzica un po’. Capisco che possa esserci qualcuno tra di voi che non è abituato a una tale sensazione o che addirittura proprio la evita. Ma credo che un po’ d’abitudine possa farvi apprezzare le magnifiche qualità organolettiche di quest’olio dal sapore fruttato e persistente.

Per l‘olio extravergine d’oliva Il Casalino vengono usate tre qualità essenziali d’oliva: Moraiolo (conosciuta con molti altri nomi, tra i quali nerina o oliva tonda), Leccino (presente in molti ottimi oli extravergini) e Frantoio. Le olive vengono raccolte a mano e mollite nel giro di 48 ore. La presenza della Moraiolo supera il 60% della composizione complessiva.

Direttamente dal sito della Tenuta leggiamo il seguito della lavorazione:

La molitura avviene sfruttando il sistema della linea continua, che permette di tenere efficacemente sotto controllo la qualità dell’olio, potendo intervenire nell’importante fase di estrazione controllando la temperatura e la quantità dell’acqua. Questo metodo fa evitare, inoltre, qualsiasi contatto con altri olii, consentendo ogni volta l’accurato lavaggio del macchinario.

Dopo l’estrazione l’olio extravergine di oliva si presenta ancora torbido, ma ha relativa facilità a chiarificarsi spontaneamente per semplice decantazione: l’olio viene così posto a riposare in recipienti di acciaio inox .
Il prodotto dovrebbe essere consumato possibilmente entro 18 mesi dall’estrazione.

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