Wednesday, 10 March, 2010

Pubblichiamo la prima di una serie di interviste che faremo nel tempo ai gestori di e-commerce di vino siciliano. Questa prima intervista l’abbiamo fatta a Massimo Mezzapelle, titolare dell’azienda eTrade di Trapani, che commercializza in Italia e nel mondo molte ottime etichette di vini siciliani. Ecco le sue risposte alle nostre domande.

Salve. Iniziamo con una vostra breve presentazione.

La nostra azienda nasce nel 2003 e subito viene apprezzata dai consumatori di vino siciliano per la sua dinamicità e per la puntualità nelle consegne. La ditta e-Trade, attraverso i siti e-commerce www.vinisicilia.it e www.vinisicilia.com, ha puntato sulla sicurezza e sull’affidabilità, proponendo ai clienti vini siciliani di eccellenza avendo cura di assicurare la massima qualità del servizio e-commerce, dall’ordine alla consegna. Le nostre spedizioni sono assicurate per l’intero importo dell’ordine e viaggiano con imballaggi speciali in polistirene che proteggono i vini da eventuali urti accidentali o escussioni termiche che possono alterare le qualità organolettiche del vino. Tutti i nostri clienti ricevono mensilmente dei buoni promozione per l’acquisto di vini di nuova produzione o buoni sconto per acquisti di un certo valore economico. La pagina delle offerte è una delle più visitate e una gran parte dei nostri ordini proviene da queste offerte che vengono proposte con una cadenza bimestrale. La nostra politica aziendale ha dimostrato la sua efficacia nel tempo divenendo così una delle aziende e-commerce di vini siciliani più apprezzate in Europa.

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I vini degli Antichi Vinai

Scritto da Antonio On febbraio - 15 - 2010 aggiungi un commento

Su Vinoalbicchiere.com si continua a parlare di vini siciliani. Stavolta si tratta dei vini delle cantine Antichi Vinai, in particolare il PetraLava Rosso e il PetraLava Bianco, due vini Etna DOC cui il mondo sta dedicando una notevole attenzione.

L’azienda Antichi Vinai ha come payoff nel proprio sito Etna da quattro generazioni.  E non c’è dubbio che questa sia una scelta di grande efficacia. Individua subito il territorio di appartenenza del vino prodotto, e richiama con sè un insieme di colori, odori e sapori facilmente racchiusi in una sola parola: Etna.

Il vulcano più alto d’Europa, pregio di un territorio molto vasto e ricco di diversità, ospita moltissime cantine che negli anni sono riuscite a farsi apprezzare in Italia e nel mondo. Ne sono ancor più orgoglioso perché è la terra in cui vivo, ovviamente.

I vini prodotti dagli Antichi Vinai provengono solo da vitigni autoctoni etnei e siciliani. E questa non poteva che essere una scelta ben precisa, dettata dall’esigenza di riportare in vino tutta la tradizione, la storia e la cultura della nostra terra.

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La newsletter di Vinoalbicchiere

Scritto da Antonio On febbraio - 6 - 2010 aggiungi un commento

Da oggi è attiva la newsletter di Vinoalbicchiere.com, blog del network eRistoranti dedicato ai vini siciliani.

La newsletter riguarderà certamente i contributi inseriti nel sito, come schede di cantine, di vini, degustazioni, eccetera. Ma conterrà anche link a notizie più a largo raggio, recuperate dai siti di maggior valore che seguo sempre con molto interesse, includendo quindi anche vini, cantine e territori non siciliani.

Questo non significa però un cambio di rotta per Vinoalbicchiere.com, dove continueranno a essere pubblicate solo notizie relative ai vini siciliani.

E poiché il sito sta crescendo molto bene, conto di inserire diverse interessanti novità nelle settimane e nei mesi a venire. L’unico modo per restare in sintonia è quindi quello di iscrivervi alla newsletter, il cui modulo potete trovare nella home del sito: http://www.vinoalbicchiere.com.

Devo scrivere questo post da molto tempo. Diversi mesi fa ho avuto infatti modo di conoscere il Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga e suo figlio, proprietari delle Tenute San Leonardo. La cortesia, la gentilezza e la profonda professionalità del Marchese e di suo figlio mi ha quella volta assolutamente stupito, così che sono rimasto in qualche modo legato alla loro realtà e ai loro vini.

Ho avuto la fortuna di ricevere alcune bottiglie, bottiglie che non ho ancora avuto modo di degustare. Naturalmente, sarà mia premura pubblicare qualcosa non appena lo farò, ma l’occasione di scrivere questo post mi è stata fornita dall’annuncio (fatto nel blog dell’azienda) della disponibilità di un nuovo vino.

Il nuovo nato si chiama Terre ed è un blend ottenuto da vari vitigni della tenuta (di età compresa tra i 5 e i 25 anni). L’annata è quella del 2005, e l´80% del vino viene invecchiato per 18 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia da 60 hl , mentre il restante 20% si affina in barriques per almeno 6 mesi. Dalla scheda pubblicata nel sito della tenuta, pubblico l’esame organolettico così come è stato scritto dall’enologo Carlo Ferrini:

Di colore rosso rubino brillante, ha profumo di buona ampiezza e discreta persistenza. I sentori sono vinosi in gioventù per poi trasformarsi con l’invecchiamento in prugna matura su fondo lievemente erbaceo.
Il gusto è asciutto, morbido, equilibrato con fine bocca piacevolmente amarognolo. Buona la persistenza aromatica che esprime grande eleganza.

A me non resta che ringraziare ancora della cortesia e gentilezza i proprietari della tenuta, e di rimandare voi lettori alla lettura dei prossimi post che conterranno le degustazioni degli altri due vini San Leonardo.

Vino al bicchiere fa parte della squadra

Scritto da Antonio On gennaio - 14 - 2010 aggiungi un commento

Da oggi Vino al bicchiere, il sito dedicato ai vini siciliani, è ufficialmente parte integrante del network eRistoranti.

Questa comunicazione, di per sè abbastanza fine a se stessa, la faccio intanto per segnalare il sito ai lettori del blog che ancora non lo conoscevano e poi per comunicare la linea futura di crescita.

Infatti, il mio progetto a medio termine è quello di affiancare a Vino al bicchiere un e-commerce di vini. Ci sto lavorando molto, disegnando scenari e possibilità, investigando qua e là con i produttori di mia conoscenza. So anche che non sarà una passeggiata.

Le difficoltà nella gestione di un e-commerce sono tante, la concorrenza è agguerrita e valida, e tante sono le cose che devo ancora imparare. D’altra parte, il mercato del vino online è in crescita, ed è ormai un’esperienza sempre più comune ordinare qualche cartone di buon vino dal nostro e-commerciante di fiducia.

Credo che con buone idee e tanto lavoro potremo riuscire a ritagliarci uno spazio tutto nostro. Magari piccolo, ma di qualità.

La caratteristica essenziale, infatti, dovrà essere la qualità dei vini proposti con l’opzione di lavorare in esclusiva con alcune cantine ben selezionate.

Il percorso, come ben si capisce, è lungo. Ma è un passo che io e le persone che lavorano con me in eRistoranti (a partire dalla web designer Giorgia che non smetterò mai di ringraziare abbastanza) vogliamo fare. Ci riusciremo? Ai posteri…

Il vino italiano continua a crescere. E cresce nel mondo del 9% nei primi sette mesi del 2009. Questo almeno per quanto riguarda le quantità di vino esportate. Cala, invece, il valore di ben il 4%.

In Italia si produce ogni anno più vino di quanto gli italiani stessi ne consumino. Scelta ovvia delle aziende del nostro paese quella di vendere il proprio vino all’estero, in quei mercati dove il vino italiano riesce ad avere sempre un grande appeal, anche al cospetto di un notevole aumento della concorrenza (caratterizzata principalmente dai paesi emergenti dell’emisfero sud), la cui quota è salita al 30% degli scambi globali.

Lo scenario che si presenta a livello mondiale è quindi quello di paesi che producono vino industrialmente, principalemente su terreni e impianti di grandi dimensioni, contro una produzione – quella italiana – fatta per lo più di piccole e medie imprese che lottano nello scenario internazionale a suon di qualità. E a livello qualitativo, molti dei produttori italiani non hanno da invidiare nessuno.

Il risultato negativo in termini di valore è da attribuire alla esportazione di vini sfusi e vini imbottigliati fermi, mentre realizza un risultato nettamente positivo lo spumante (+4,4%).

Si esporta di meno in Cina, in India e negli Stati Uniti. Ma è recente, per esempio, la visita in Sicilia di un nutrito gruppo di imprenditori cinesi interessati ad avviare canali commerciali per l’importazioni di vino sfuso.

Infine, voglio approfittare di questo articolo a tema per segnalare ai lettori di eRistoranti.net l’avvio di un nostro nuovo progetto, Vino al bicchiere, relativo alla comunicazione dei vini siciliani. Un progetto che è già partito molto bene e che nelle prossime settimane sarà ancora più ricco di contenuti e interessanti segnalazioni di cantine siciliane.

Sei un garagista? Ovvero ami produrre il vino che bevi nel tuo garage di casa, in pochi pregiati esemplari?

Detta così sembra una promozione televisiva, ma questa che segnalo è davvero una bella iniziativa opera di Luca Risso e la redazione di Tigulliovino. Pubblico questa segnalazione in occasione della messa online del nuovo regolamento e dei dettagli operativi. Tra questi, il garagista deve essere:

  • privo di partita iva, e non deve avere aziende agricole alle spalle
  • un puro dilettante
  • un produttore di vino senza scopo di lucro

Dietro il contest, c’è solo la voglia di partecipare a un’iniziativa simpatica. E la gloria di vincere, naturalmente!

Per partecipare dovrete inviare una bottiglia del vostro vino (annata 2008 o annata 2009) alla commissione degustatrice di Tigulliovino. Avete tempo fino al 9 maggio 2010. Il vincitore esporrà gratis a Terroir Vino 2010.

Per tutte le informazioni, vi rimando comunque alla lettura del post del Garage Wine Contest.

Parola dell’American Association of Wine Economist, che ha pubblicato una ricerca su 13 concorsi americani. Non una sola bottiglia di vino in più, quindi, ma un grande business (milionario) per chi quei concorsi li organizza.

La ricerca evidenzia non solo come l’assegnazione di un premio non significhi in automatico maggiori vendite, ma che la vittoria del premio non sia assolutamente indice della bontà del vino, ma solo segno di fortuna: insomma, sarebbe un po’ come vincere a un concorso a premi, dove le estrazioni di numeri e la dea bendata svolgono il ruolo principale.

La notizie è riportata dal sempre puntuale e interessante Dissapore, che pone alla fine del suo post delle domande:

  • quanto spendono i produttori italiani annualmente in concorsi e premi?
  • e, soprattutto, sono soldi spesi bene?
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