Wednesday, 10 March, 2010

A due mesi dalla chiusura del 2009,  ovvero a febbraio 2010 sono stati resi noti i dati di vendita del settore dei prodotti biologici (fonte ISMEA).

I consumi, anche nel 2009, sono cresciuti del 6,9% rispetto al 2008, un dato che si somma al 5,2% relativo al 2008 rispetto all’anno precedente. Un comparto in ottima salute, quindi, che attrae sempre più consumatori in un momento in cui gli altri settori sono fermi se non in decrescita. Pensiamo per esempio ai dati relativi ai vini (sono soprattutto i certificati che soffrono, DOC, DOCG e IGT, che riducono la loro presenza sul mercato dell’8% circa). Oppure alle Dop e alle Igp negli alimentari.

A trainare invece il biologico ci pensa l’ortofrutta (fresca e trasformata) che cresce quasi del 27%,  le uova (23%), seguiti da bevande, pane e prodotti lattiero-caseari.

Altri dati rilevanti da segnalare sono quelli relativi alla localizzazione geografica. I prodotti bio vanno per la maggiore al Nord Italia, dove si concentrano il 70% degli acquisti, segue il Centro (Sardegna inclusa) e chiude il Sud, dove si vendono solo il 7,5% dei prodotti biologici commerciati nel Belpaese.

Infine, la GDO resta il canale preferito per questo genere di acquisti (ipermercati in particolare, la cui quota cresce del 14,7%).


Ma quale chiusura! Quelli del New York Times pare non abbiano capito niente. Ieri avevamo riportato anche noi la notizia, lasciando uno spiraglio aperto per vedere come si sarebbe evoluta la situazione.

Situazione che, oggi, è profondamente cambiata. Lo stesso Ferran Adrià, in un’intervista telefonica con il quotidiano spagnolo El Pais, ha confermato il misunderstanding di ieri. El Bulli non chiude. E si trasformerà in una fondazione!

Sarebbe questa in realtà la notizia. Dopo due anni di pausa, dal 2012 al 2014, il locale si cambierà vestito per indossare i panni forse più remunerativi di una fondazione, che avrà molte più cartucce da sparare (e più occasioni di fare business). Una notizia, dice Adrià, che ha del rivoluzionario.

E così, alla fine, anziché chiudere per soli due anni, El Bulli – il ristorante più noto (e costoso, anche se non è il solo) del pianeta – chiude per sempre.

El Bulli, per chi non lo sapesse, è il ristorante dello chef Ferran Adrià, l’inventore insomma della cucina molecolare, chef tra i più creativi. Prenotare una sera all’El Bulli era impresa per pochi. Le perdite del ristorante si aggiravano sui 500.000 euro l’anno, così la decisione di Adrià e del suo socio Juli Soler è stata quella di chiudere bottega per riaprire una meno costosa e più remunerativa Accademia di Studi Culinari Avanzati.

Per riepilogare. Appena a gennaio, mister Adrià aveva fatto sapere al mondo intero della sua intenzione di prendersi una lunga pausa dal 2012 al 2014. I propositi erano alti e condivisibili: recuperare le energie e preparare nuovi, accattivanti, creativi e costosi menù. Per due anni, quindi, stop alle prenotazioni per il locale sito a Roses, a nord della città di Barcellona.

Ieri, venerdì, la decisione presa insieme al socio di chiudere definitivamente il ristorante.

Aggiornamento

La vicenda si tinge di giallo! Leggo su Repubblica che Ferran Adrià ha smentito il contenuto dell’intervista rilasciata al NewYork Times, dichiarando che si è trattato di un malinteso senza malafede. Quindi, si riaprirà nel 2014 come precedentemente detto.

Four Season di Praga | Quando cucina la mamma…

Scritto da Antonio On febbraio - 13 - 2010 aggiungi un commento

Stoccafisso. Fegato di vitello. Risotto al tastasal. Cappelletti in brodo. Tigelle con lo gnocco fritto. Gnocchi pomodoro, cipolla e guanciale. E la lista di piatti tipici potrebbe continuare. Solo che non siamo in una trattoria veneta, ma al Four Season di Praga (uno dei ristoranti più noti, stellato Michelin, della catena Allegro).

Il cuoco è il giovane Andrea Accordi, 33 anni, uno chef che ha lavorato in ogni parte del mondo e che è approdato a Praga per dirigere il ristorante più esclusivo della città.

Per tutto il mese di febbraio, sia a pranzo che a cena, il cuoco italiano ha ben pensato di stupire la clientela praghese con un menù assolutamente atipico (per quanto buono): ricette della tradizione veneta realizzate con il supporto della mamma, che si è trasferita per una settimana nella capitale europea con l’obiettivo di stupire i praghesi. E i dati hanno subito dato ragione allo chef e alla madre, tanto che si sta pensando di introdurre il menù nelle liste ufficiali del ristorante.

Il nuovo blog di eRistoranti

Scritto da Antonio On febbraio - 7 - 2010 6 commenti

Questo blog è online da novembre 2008. Da allora sono trascorsi 15 mesi e di strada certamente ne abbiamo fatta molta.

eRistoranti.net si sta trasformando lentamente (ma sempre con maggiore incisione) in un network, e molte novità seguiranno nei prossimi mesi. La prima novità, però, è già visibile. Abbiamo aggiornato il motore di questo blog (che era fermo a una versione giurassica), rendendolo più veloce nella consultazione, e abbiamo aggiornato la grafica.

E proprio sulla grafica vorrei soffermarmi un po’, perché  non di sola grafica si tratta! L’aggiornamento è stato fortemente voluto perché questo spazio da questo momento in poi sarà un po’ meno blog e un po’ più magazine sul mondo del cibo e del vino. Il web è pieno di siti simili, quindi il rischio sarà quello di ripetere cose note, trattare argomenti triti e ritriti, ma noi cercheremo di farlo in maniera diversa, sforzandoci giorno dopo giorno di essere originali e creativi, motrando il buono e il bello che c’è nel nostro paese rimanendo al riparo da combriccole, lobby, schieramenti e quant’altro.

Questa sarà la nostra linea direttrice. Lavoreremo con forza e con impegno, cercando anche di arruolare nuove penne per crescere in modo più spedito. Il progetto di trasformazione di eRistoranti in un network sempre più grande e di valore, richiedeva anche questo passaggio.

Per quanto riguarda le altre novità, invece, bisognerà attendere. Ricordo solo – e brevemente – Vinoalbicchiere.com, blog del network dedicato alla Sicilia e ai vini siciliani, e il Club Ristormarketing, che sarà online a partire dal prossimo 1° marzo e che – come avrete capito – riguarderà esclusivamente i ristoratori e il marketing per ristoranti.

Poi ci sarebbe quell’altro progetto sui prodotti tipici siciliani… ma avremo tempo per parlarne!

Secondo un’indagine di Coldiretti, 3 italiani su 4 consumeranno prodotti made in Italy per il loro pranzo di Natale. E non solo la scelta si riverserà su prodotti italiani, ma per imbandire le loro tavole gli italiani preferiranno i prodotti della tradizione, quelli tipici, i più buoni e genuini. Che siano buoni e genuini davvero, poi, la questione è un’altra.

Anche in questo caso, state attenti a quello che comprate e soprattutto comprate solo se vi fidate veramente di chi vende e conoscete la sua serietà. Ma detto ciò, l’Italia è un paese ricco di ottimi prodotti, e ogni sua regione ha prodotti che meritano di essere valorizzati e gustati.

E anche quest’anno, a quanto pare, ci sarà una netta vittoria dello spumante sullo champagne, con oltre 140 milioni di bottiglie stappate. Cifre che fanno davvero guardare bene al futuro.

Se poi cercate vini siciliani, per regalarli o per degustarli, vi consiglio di leggere il nostro nuovo progetto di comunicazione, Vino al bicchiere. Dedicato appunto ai vini DOC siciliani.

Come ogni anno, a Zafferana si tiene l’Ottobrata. Ormai divenuto grande evento di promozione delle tradizioni e dei prodotti del territorio etneo, non potevo mancare di segnalarlo qui nel blog di eRistoranti, invitando tutti i lettori della zona e non (a proposito, siete ormai davvero in tanti!) a farci una capatina. Di seguito il programma della prossima domenica.

A differenza di altri prodotti del settore alimentare (beverage, wine, food), la birra sembra avere un passo differente.

In periodi di crisi i consumi subiscono un rallentamento. A volte, anche molto marcato come sta accadendo proprio in questi mesi. Un’altra cosa che accade è che l’orientamento dei consumatori si sposta verso prodotti a più bassa qualità (minor costo). In queste occasioni, spuntano quindi nuovi player, piccoli diventano medi o grandi e così via. Anche nel vino.

Lo stesso non è successo per la birra. Almeno, stando ai dati del 2008. La crisi ha rafforzato le birre di fascia superiore, mentre ha affossato le birre a prezzi più bassi e di più bassa qualità.

Vendita di birra al ribasso nei discount sparsi per la penisola, quindi e più attenzione alla qualità. Ma i segnalo non sono comunque tutti positivi, però: il volume totale di vendita sarebbe comunque in calo.

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