Friday, 3 September, 2010

Liquore al pistacchio e altre prelibatezze

Scritto da Antonio On giugno - 29 - 2010 aggiungi un commento

Ormai è un’abitudine. Complice il mio progetto futuro (quello, piccolo piccolo, sui prodotti tipici siciliani), sono sempre alla ricerca di nuove aziende interessanti. Qualche giorno fa ne ho trovata una. Stavolta siamo in provincia di Catania, in particolare a Bronte, città molto nota per il suo pistacchio e i prodotti a esso collegati.

L’azienda si chiama Sicilfrutti, il proprietario Vincenzo Longhitano. Vincenzo è erede di una lunga tradizione – come recita il sito – che del pistacchio ha fatto una ragione di vita e di lettura del territorio. Un’azienda che oggi è un marchio riconosciuto, venduto in ogni parte del mondo e che è sinonimo di qualità e gusto. Ci tengo a sottolineare che questo post non è una marchetta. Sarebbe stato facile e molti lo fanno. Ma sul blog di eRistoranti ho sempre scritto solo quello che penso e – soprattutto – solo sulle aziende che veramente valgono. Almeno, secondo il mio parere.

E questo è il caso della Sicilfrutti. Ho avuto modo di provare il loro liquore al pistacchio e il PanPistacchio (selezionato alla fiera TuttoFood di Milano tra più di 400 prodotti). Ma non mancano prodotti alla crema di pistacchio, all’arancia, alle mandorle, persino al peperoncino. Prodotti per tutti i gusti, dolci e salati, adatti a molte situazioni. Se riesco a trovare un po’ di tempo nei prossimi giorni, mi piacerebbe anzi pubblicare qualche ricetta che fa uso del pistacchio di Bronte. In alternativa, potete segnalarne qualcuna voi. Vi va?

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L’azienda agricola di Frank Cornelissen

Scritto da Antonio On maggio - 29 - 2010 aggiungi un commento

Ho pubblicato un post oggi sul blog Vinoalbicchiere.com, dedicato – come sapete – ai vini siciliani, dedicato all’azienda agricola di Frank Cornelissen, un’azienda che del rapporto con la natura ha fatto ragione d’essere e che produce da diversi anni vini e olii sui pendii dell’Etna, su 12 ettari disposti ad altezze variabili da 650 a 980 metri sul livello del mare.

Il marchio Magma, gli olii da olive San Benedetto, coltivazione più che biologica dei vigneti ad alberello, di grano saraceno, ortaggi e tanto altro.

Insomma, un vanto dell’Etna e degli uomini che sanno vivere un rapporto onesto e simbiotico con la natura.

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La Vastedda del Belice | Presidi Slow Food Sicilia

Scritto da Antonio On febbraio - 12 - 2010 1 commento

Il prodotto

La Vastedda del Belice è un formaggio di pecora a pasta filata. Prodotto in tempi antichi nella Valle del Belice da casari nel periodo estivo, nel tentativo di rimediare ai difetti di alcuni formaggi pecorini. Da cui la provenienza del nome: vasta, che in dialetto siciliano significa guasta, andata a male.

I pecorini andati a male venivano quindi fatti filare nuovamente ad alte temperature per produrre un formaggio  fresco dalla caratteristica forma d’uovo che doveva essere consumato in due – tre giorni.

Oggi, lo stile di lavorazione varia a seconda della zona di produzione e delle abitudini del casaro. Solitamente il latte crudo, di una o due mungiture, viene coagulato a circa 35-36°C con caglio di agnello o capretto prodotto in azienda. La rottura della massa viene effettuata con un bastone di legno, rotula, sino a ridurla a granuli grossi come un cece o un chicco di riso; dopo una breve sosta si raccoglie la pasta in un telo di lino e la si depone su un tavoliere. Dopo un’ora circa si taglia in pezzi, si colloca in un recipiente, solitamente di legno, e si ricopre con siero caldo a 55-60°C, per favorirne la fermentazione. Il periodo di maturazione varia a seconda dell’epoca di lavorazione, della temperatura esterna e dell’umidità. I casari più esperti riescono a stabilire empiricamente e manualmente l’esatta maturazione della pasta facendo delle prove di filatura. Raggiunta la giusta acidità, la massa viene tagliata a fette in un recipiente in legno, in cui si aggiunge acqua molto calda (90°C), e lavorata con l’ausilio di una pala di legno, la vaciliatuma. Nella fase finale della filatura, quando la pasta raggiunge la giusta consistenza, la massa viene tagliata in porzioni che, lavorate manualmente, assumono la forma di sfere. Queste, accuratamente chiuse, sono collocate in un piatto fondo di ceramica, dove in breve tempo assumono la tipica forma ovoidale appiattita chiamata vastedda (simile ad una pagnotta piatta). Formaggio straordinario per fragranza, suadenza e intensità gustativa, la Vastedda va consumata freschissima: dopo circa un’ora dalla formatura è pronta per il consumo. È delicatamente profumata e in bocca prevale una nota di burro con sottofondo di erbe della valle del Belìce, come le graminacee e la valeriana. Il modo migliore per gustarla è tagliarla in grosse fette e condirla con olio extravergine siciliano, pomodoro e origano. Può anche essere utilizzata come ingrediente di alcuni piatti locali, ad esempio il tipico pane cunzato. I pastori la accompagnano con vini rossi locali, ma un formaggio così delicato e fresco richiede piuttosto un bianco, meglio se dai vitigni locali grillo o inzolia.

Il presidio

Il latte proviene da una razza autoctona: la pecora del Belìce, un animale di taglia media, con testa fine, allungata e leggera, arti robusti e vello bianco.

Il Presidio è nato con un paio di produttori coordinati dal Corfilac di Ragusa e si è successivamente ampliato riunendo altri casari del Belìce.Da qualche anno è nato un consorzio di tutela della vastedda, che riunisce sette casari.Molto resta da fare, soprattutto nella razionalizzazione dei sistemi produttivi, di caseificazione, di conservazione e trasporto refrigerato efficiente.

Area di produzione

Valle del Belìce (province di Trapani, Agrigento e Palermo)

Stagionalità

La vastedda si produce da maggio a ottobre

Vai alla lista completa dei presidi Slow Food Sicilia

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Presidi Slow Food Sicilia

Scritto da Antonio On febbraio - 12 - 2010 aggiungi un commento

Con questo post iniziamo un viaggio nei presidi Slow Food italiani, partendo dalla regione Sicilia. Sarà un viaggio virtuale alla scoperta dei prodotti e dei territori. Un viaggio tra sapori, gusti, tradizione, città più o meno grandi e luoghi straordinari che hanno sempre tanto da raccontarci.

Come dicevo, partiremo con i presidi della regione Sicilia. La mia regione. Si tratta di 29 presidi che elenco qui di seguito. Cliccando su ciascun presidio (man mano che inseriremo le varie pagine), sarà possibile saperne di più del prodotto oggetto del presidio e del territorio dal quale nasce.

A livello nazionale i presidi sono 177 e raggruppano più di 1300 piccoli produttori: dai contadini, ai pescatori, ai fornai e agli allevatori. Un presidio è sinonimo di cura dell’ambiente, qualità, recupero delle tradizioni e rispetto per i prodotti della terra. Ed è anche una via per la creazione di una piccola economia che contribuisce al mantenimento di mestieri e prodotti che altrimenti sarebbero cannibalizzati dal cieco consumismo del nostro tempo.

Ecco, quindi, il motivo di questo nostro viaggio. Dare ai presidi il loro giusto spazio. Partendo da quelli siciliani.

Buon viaggio.

  1. Vastedda del Belìce
  2. Susine bianche di Monreale
  3. Suino nero dei Nebrodi
  4. Sale marino artigianale di Trapani
  5. Ragusano di vacca modicana
  6. Provola delle Madonie
  7. Provola dei Nebrodi
  8. Pistacchio di Bronte
  9. Pesche tardive di Leonforte
  10. Pane tradizionale di Lentini
  11. Pane nero di Castelvetrano
  12. Oliva minuta
  13. Melone purceddu d’Alcamo
  14. Masculina da magghia
  15. Manna delle Madonie
  16. Mandorla di Noto
  17. Mandarino tardivo di Ciaculli
  18. Maiorchino
  19. Limone interdonato
  20. Lenticchia di Ustica
  21. Fava larga di Leonforte
  22. Fagiolo badda di Polizzi
  23. Cuddrireddra di Delia
  24. Cipolla di Giarratana
  25. Capra Girgentana
  26. Cappero di Salina
  27. Asino ragusano
  28. Ape nera sicula
  29. Aglio rosso di Nubìa

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I lettori più attenti di questo blog ricorderanno Disiu.it. Per chi tra di voi, invece, non sapesse di chi stiamo parlando, diciamo brevemente che Disiu è uno dei migliori e-commerce di prodotti tipici siciliani operanti in Italia, nostro partner già durante la prima edizione dell’iniziativa dei Foodblogger.

Perché riparlo di Disiu.it? Semplice. A me piacciono le collaborazioni, soprattutto quando queste portano un valore aggiunto reale e misurabile agli utenti. Ed è questo il caso.

Con le festività natalizie in rapido avvicinamento, ho infatti pensato di creare – in collaborazione con Disiu – una pagina dedicata alle strenne di Natale. La trovate cliccando sul banner qui a sinistra Speciale Natale o cliccando sul link Strenne di Natale nella barra di navigazione in alto.

Cosa vi offriamo? Ceste di natale, piene zeppe di prodotti tipici siciliani, autentiche e genuine bontà selezionate direttamente dalla mitica (approfitto per ringraziarla pubblicamente per la sua gentilezza e disponibilità) Irene Falsone, deus ex-machina dell’e-commerce siciliano.

Lissandrello Inzolia Igt Sicilia, Mandorle siciliane, Panettone con crema di pistacchi di Bronte Oro Verde, Torrone siciliano stecca al cioccolato fondente, confettura di pesche di Leonforte e molte altre genuine bontà.

A quali condizioni? Utilizzando un codice promozionale riportato nella pagina dedicata alle strenne di natale, riceverete subito uno sconto del 5% sul prodotto che sceglierete. Successivamente riceverete  direttamente nella vostra mail sconti variabili dal 5 al 20% sui vostri acquisti futuri. Quindi, una doppia opportunità, valevole fino al 31 gennaio 2010, termine di scadenza della promozione.

Allora, cosa aspettate? :-)

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Iniziamo, con questo post, una carrellata dei prodotti tipici siciliani. Seguiranno post dedicati ai prodotti tipici di tutta Italia, un viaggio fatto di parole e immagini tra le prelibatezze del nostro Paese. Ma – come dicevo – iniziamo per il momento dai prodotti tipici siciliani.

E non potevo non iniziare da uno dei prodotti che apprezzo maggiormente: il salame di suini nero dei Nebrodi.

Il Parco dei Nebrodi comprende 23 comuni appartenenti a ben 3 provincie, quelle di Messina (18), Catania (3) e Enna (2). Comuni da visitare, come Bronte (noto per la sua produzione e trasformazione del pistacchio), Randazzo (una delle città minori più note e importanti della Sicilia per il suo patrimonio architettonico) e territori incantevoli come quello dei laghi di Cesarò e delle cittadine abbarbicate sui monti.

In questo contesto, il suino nero è divenuto simbolo di tipicità e di bontà. La genuinità delle sue carni ne fanno un prodotto di punta che non può mancare nel tavolo di chi ama il cibo di qualità.

Il salame, preparato solitamente a partire dalla coscia, dalla spalla e dalla pancetta di suino, è insaccato in budello naturale, asciugato per 12 ore a 24 C° e 90% di umidità e stagionato per quasi un mese a una temperatura più bassa e a una percentuale di umidità del 75%.

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Come ogni anno, a Zafferana si tiene l’Ottobrata. Ormai divenuto grande evento di promozione delle tradizioni e dei prodotti del territorio etneo, non potevo mancare di segnalarlo qui nel blog di eRistoranti, invitando tutti i lettori della zona e non (a proposito, siete ormai davvero in tanti!) a farci una capatina. Di seguito il programma della prossima domenica.

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Milo è un simpatico comune della provincia etnea. Ogni anno, in questo periodo, molti visitatori lo scelgono come luogo in cui trascorrere una piacevole giornata, all’insegna del buon vino e del buon cibo. Anche quest’anno, con inizio fissato per lo scorso 28 agosto e fine il prossimo 13 settembre, il comune di Milo ospiterà la manifestazione ViniMilo. A seguire il comunicato stampa del comune.

La VINIMILO, oltre a rappresentare un appuntamento fisso di fine estate per decine di migliaia di visitatori e turisti, che nei primi due fine settimana di settembre affollano le strade e le piazze del paese per trascorrervi una giornata all’insegna della gastronomia, del buon vino e della buona musica, è diventata negli anni un importante ed irrinunciabile punto di riferimento per tutte quelle aziende vinicole dell’Etna e siciliane che scelgono la VINIMILO quale vetrina per la promozione del loro prodotto e per la diffusione della cultura del vino.
Da sempre attenta alle esigenze di chi opera nel mondo dell’enologia e alle e alle tendenze del mercato, la VINIMILO si distingue nel panorama delle manifestazioni dedicate al vino per la ricchezza e la grande varietà di eventi che ogni anno propone rivolgendosi, non solo agli addetti ai lavori e agli esperti del settore, ma anche ai semplici appassionati del buon vino e della buona tavola.
Convegni, tavole rotonde sui temi di maggiore attualità, presentazione di pubblicazioni e studi legati al mondo del vino rappresentano, così un’occasione privilegiata per conoscere questo mondo e per arricchirlo di esperienze di idee e di progetti nuovi. Grazie al rinnovato e intensificato rapporto di collaborazione stretto negli ultimi anni con le maggiori associazioni di esperti che operano nel settore quali ONAV, AIS, FISAR e CIRCOLO ENOFILI ETNEI, al felice connubio con SLOW FOOD e grazie al sostegno sempre più convinto della Provincia Regionale di Catania e della Regione Siciliana e di molti altri Enti pubblici e privati la VINIMLO ha, nelle ultime edizioni, riscosso sempre maggiori consensi ed ampliato la propria offerta di eventi ed iniziative. Le degustazioni guidate, la vineria, il tunnel dei sapori in piazza Belvedere e poi i laboratori del gusto che si svolgono ormai tradizionalmente nella tenuta Barone di Villagrande, e ancora la mostra-mercato dei Presidi Siciliani di Slow Food, le escursioni e le visite guidate alle aziende, l’estemporanea d pittura sono tutte occasioni per palare di vino, per apprezzare le caratteristiche, per conoscere il territorio anche attraverso gli odori e i sapori che esso sa offrire.

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Navigare per la rete spesso riserva simpatiche sorprese. Così, pomeriggio, spostandomi da un sito all’altro come sono solito fare, mi sono imbattuto nel sito della Pasticceria Chèri di Campi Salentina in provincia di Lecce. Be’, e che ci sarà di nuovo nel sito di una pasticceria? Molto. Anche perché l’argomento è di stretta attualità: parliamo infatti del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e di un pasticciotto realizzato con la sua immagine!

Del pasticciotto Obama, nel sito, è raccontata la nascita:

E’ una bella mattina di metà ottobre in piena campagna elettorale americana. Maestro Angelo cucina la crema, il “paolino” Andrea fa lievitare l’impasto mentre la scaltra Federica riempie i bignè alla velocità della luce. Tutto sembra procedere per il meglio quando la monotonia della routine quotidiana li assale. Bisogna inventare qualcosa di nuovo, di invitante che dia soddisfazione al cliente. Seguono momenti di sconforto, ma all’improvviso… Ecco!! “Ho trovato… proviamo a fare un dolce nuovo!” esclama Angelo, rompendo la stasi in cui erano caduti. “Chèri” diventa un laboratorio di tecnologia pasticcera dove provare e riprovare continui esperimenti. Si parte con l’aggiunta di cacao nella pastafrolla, ma l’esito è negativo. Si aggiungono zuccheri e uova con risultato non soddisfacente. La bella idea sembra dunque tramontare quando il Bisconti decide dall’alto della sua preparazione di cambiare impostazione. “Cambiamo! Togliamo una percentuale di grassi e di zuccheri e aggiungiamo il cacao” esclama, preso dal lampo di genio. Ed infatti, ne esce fuori un impasto elastico ed omogeneo confortato da un’ottima prova cottura. Compiuto il primo passo, manca l’ultimo e decisivo sforzo: affiancare alla nuova creatura un ripieno che ne risalti le qualità. Sono Andrea e Federica ad entrare in scena suggerendo una crema nuova basata su zucchero, uova, farina e cacao pastorizzando il tutto. Esito: sufficiente, ma non soddisfacente. Come sempre, ci pensa dunque Capitan Angelo a regolare la quantità dei vari ingredienti della crema, a dare forma tonda al nascituro e cuocerlo alla temperatura ottimale. Ma non è finita qui. Bisogna dare un nome al nuovo arrivato in casa “Chèri”! E’ la mattina del 5 novembre 2008 quando tutte le radio del mondo danno l’annuncio che Barack Obama ha vinto le presidenziali americane e che quindi è stato eletto il primo presidente di colore della storia degli USA. La notizia riecheggia anche nel laboratorio del maestro Bisconti che, proprio mentre cuoce il dolcetto, ha l’idea geniale di abbinare il nome del nuovo pasticciotto color cacao a quello di Obama, rendendo omaggio al nuovo presidente.  Nasce così il “Pasticciotto Obama”

Attendo di provare il simpatico e gustoso (immagino) pasticciotto! E invio un caro saluto a Maestro Angelo.

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Michele Ossino Fisicaro è probabilmente già diventato famoso. Solo che forse non lo sa nemmeno. Il signor Fisicaro è un produttore agricolo di Lentini, un paese che dista solo pochi chilometri da Paternò, paese in cui abito. Siamo in provincia di Catania. Paternò e Lentini (ma non solo) erano famosissime un tempo per la loro produzione di agrumi. Migliaia di persone e moltissime famiglie si sono sostenute  per decenni grazie alla terra e alla coltivazione delle arance. Quelle arance rosse che oggi sono quasi una leggenda e  – a volte – solo un’etichetta su una rete di color rosso.

Il signor Fisicaro, a un certo punto, si è stufato di far parte di un sistema distributivo che lo penalizzava fortemente (lui, come tutti i coltivatori) e ha deciso di far da solo. Ha inviato una mail a centinaia e centinai a di indirizzi, inserendo le foto delle sue arance, le caratteristiche e i prezzi di vendita. La sua iniziativa ha fatto il giro della rete, segnalato oggi da Antonio Tombolini, che ha acquistato un po’ delle sue arance, e poi da Retail Forum e adesso da eRistoranti. Molti GAS (gruppi di acquisto solidale) hanno pensato bene di comprare una certa quantità delle arance del signor Fisicaro e molti altri sono seguiti e seguiranno. Insomma, un’operazione ben riuscita, ma che non ci fa dimenticare i problemi che affliggono l’agricoltura siciliana e non solo.

Come scrivevo in un commento su Retail forum, ho a casa una cesta (molto grande) piena di ottimi mandarini. Solo a vederli si capisce che sono buonissimi, e mangiandoli se ne assapora la dolcezza. Per non parlare del loro odore che ha ormai riempito piacevolmente la mia cucina. Ebbene, questi mandarini sono un dono di un mio parente, che – per così dire – li coltiva. Dico così perché in realtà quei mandarini (ripeto, di qualità molto superiore a quelli messi in mercato) non hanno dei buoni canali distributivi e di vendita e non finiranno mai nelle tavole di ogni parte d’Italia. Al contrario, rimarranno negli alberi e poi finiranno, marci, al suolo, semplicemente perché non vale la pena nemmeno raccoglierli.

Questo è il problema di fondo, che necessita una risoluzione efficace e veloce per chi di quei prodotti deve vivere (i contadini) e per chi (noi acquirenti) si aspetta di trovare sulla propria tavola un prodotto di qualità a un prezzo ragionevole.

Nota: per chi fosse interessato alle arance del signor Fisicaro, linko questo documento pubblicato su RetailForum dove sono enunciate le condizioni di vendita e spedizione. Un consiglio: acquistatele. Sono davvero ottime.

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Marco Rosi è il presidente del gruppo Parmacotto, fondato nel 1977. Un serie di ottime intuizioni e la recente espansione del marchio (con l’acquisizione della Salumificio Piacenti Srl nel corso del 2007 e l’apertura di alcuni negozi monomarca di cui uno a NewYork), hanno comportato l’attribuzione del Premio Leonardo a un’azienda che è riuscita a esportare un po’ ovunque nel mondo un prodotto di qualità della tradizione italiana.

Parmacotto ha fatto registrare nel 2007 un fatturato pari a 148 milioni di euro e dimostra di essere un’azienda in grado di competere ad alto livello su un piano internazionale.

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La top 16 degli extravergini d’oliva

Scritto da Antonio On dicembre - 19 - 2008 aggiungi un commento

Oggi, a Roma, sarà possibile assistere a un evento delle edizioni Cucina e vini, la degustazione di alcuni tra i migliori oli del mondo (con certificazione di qualità). Questi gli oli:

1. Spagna (Andalucía) Almazaras de la Subbética Il Frantoio dell’Anno
2. Croazia (Istra) Olea B. B. Il Frantoio Emergente
3. Italia (Calabria) Olearia San Giorgio Il Frantoio di Frontiera
4. Italia (Lazio) Az. Agr. Alfredo Cetrone Migliori Oli Extravergine di Oliva dell’Anno
5. Francia (Provence) Domaine Salvator
6. Italia (Calabria) Az. Agr. Pasquale Librandi Migliore Olio Extravergine di Oliva da Agricoltura Biologica
7.Argentina (Sierra) Mario Omar Geier Migliore Olio Extravergine di Oliva Rapporto Qualità/Prezzo
8. Italia (Toscana) Frantoio Franci Migliore Olio Extravergine di Oliva Metodo di Estrazione
9. Spagna (Andalucía) Aroden Migliore Olio Extravergine di Oliva – Monovarietale
10. Italia (Campania) Soc. Coop. La Torretta Migliore Olio Extravergine di Oliva – Blended
11. Italia (Veneto) Az. Agr. San Cassiano Migliore Olio Extravergine di Oliva – Fruttato Leggero
12. Spagna (Andalucía) Rafael Alonso Aguilera Migliore Olio Extravergine di Oliva – Fruttato Medio
13. Spagna (Andalucía) El Labrador Migliore Olio Extravergine di Oliva – Fruttato Intenso
14. Italia (Puglia) GR.A.C.O. Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop – Fruttato Leggero
15. Italia (Toscana) Fattoria di Fubbiano Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop – Fruttato Medio
16. Italia (Sicilia) Az. Agr. Sergio Gafà Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop – Fruttato Intenso

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