Sunday, 5 February, 2012

Come recita il titolo di questo post, da qualche settimana è attiva la Business directory di eRistoranti, Forniture alberghiere, dedicata agli operatori professionali del settore HO.RE.CA.

La directory crescerà nel tempo, ma ha un obiettivo forte: diventare il punto di riferimento per tutti gli operatori del settore. Una directory di qualità (nelle prossime settimane saranno pubblicati decine di contenuti di grande interesse per i professionisti a cui ci rivolgiamo), che offre un livello di accesso molto basso (solo 69 euro per un’iscrizione di durata infinita) ma un servizio importante.

Ci occuperemo ovviamente del settore delle forniture alberghiere e per la ristorazione, dei corsi di formazione specializzanti organizzati in Italia, delle aziende che si occupano degli arredamenti per hotel, ristoranti e bar, così come di tutti quei professionisti e quelle imprese che implementano software di qualità.

Come dicevamo all’inizio, l’obiettivo è ambizioso. La directory è online e ha già raccolto le prime iscrizioni. Ma bisogna fare ancora tanto lavoro. Attraverso questo blog seguiremo il percorso della nostra piccola e ambiziosa business directory.

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Una breve carrellata di immagini

Scritto da Antonio On maggio - 27 - 2011 aggiungi un commento

Il lavoro è tantissimo, procede veloce dietro le quinte, e resta poco tempo per fare altro (tra cui, gestire questo blog). Ma ci stiamo organizzando per riprendere a pubblicare regolarmente qui, ricette, spunti di cucina, incontri, prodotti e molto altro. Nell’attesa, vogliamo pubblicare una breve carrellata di immagini (trovate qua e là, ma presto ne pubblicheremo di nostre) sui nostri buonissimi prodotti tipici siciliani. Se poi decideste di acquistare, be’, non potremmo che esserne contenti!

arancini
cannoli_siciliani
cannolo_siciliano
Cassata_siciliana
cassatine
cioccolato_modicano
frutta martorana_marzapane
limoni_siciliani
pistacchi-verdi-di-bronte
prodotti_tipici_siciliani
provole

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Piccoli appuntamenti con i bestseller

Scritto da Antonio On aprile - 14 - 2011 aggiungi un commento

Questo aprile è iniziato e sta proseguendo molto bene. Il negozio sta crescendo, anche se ancora è piccino piccino, e nei prossimi mesi – immaginiamo in autunno – prenderanno il via molte iniziative che ci auguriamo troverete molto interessanti.

Quello di cui vogliamo parlare oggi è la nostra breve classifica dei bestseller, insomma, un po’ alla Amazon ma senza alcuna pretesa di serietà. Un piccolo gioco e un modo simpatico per presentarvi alcuni dei nostri prodotti che gli utenti hanno dimostrato di apprezzare maggiormente.

Crema di liquore al cioccolato – partiamo dal più venduto. Il liquore al cioccolato. Abbiamo selezionato l’azienda Mamma Cucchiara per la qualità dei suoi prodotti e l’unicità del processo di produzione (artigianale, familiare). I nostri clienti sembrano aver capito questa scelta, premiandola con gli acquisti.

Miele di zagara di arancia – il nostro miele di arancia, assieme alla confettura di fichi d’india, è il secondo prodotto più venduto. Molto probabilmente gioca un ruolo importante anche la nostra piccola offerta: un 5% di sconto extra per chi ne acquista almeno 3 vasetti. :-)

Pesto di Pistacchio di Bronte – non poteva non essere nella top five.  E’ un prodotto che gli utenti cercano moltissimo, e un prodotto per il quale si pretende qualità e bontà. Il nostro pesto di pistacchio (anche su questo c’è un ulteriore 5% di sconto).

Rosolio di ficodindia – Buono, buono, buono. C’è poco altro da aggiungere per un prodotto che è ormai divenuto quasi leggenda! Il nostro Rosolio di Ficodindia, prodotto dai Fratelli Russo – storica azienda del catanese – si assesta al 4° posto battendo di pochi punti il quinto, e cioè…

Donnafugata Mille e una notte – un vino che è divenuto negli anni un mito. Una bottiglia molto importante, elegante, unica. Il Donnafugata Mille e una notte ha un costo elevato, ma è la bottiglia adatta ai nostri clienti più esigenti. Non a caso, a soli 2 mesi dalla nostra apertura, è nella top 5. E pensiamo che ha ancora tanta strada davanti a sè.

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E dopo aver pubblicato l’altro giorno il resoconto di Fabrizio Gallino sui Faro Doc degustati nel corso dell’iniziativa #ascuoladisud, tocca oggi all’ottimo riassunto pubblicato nel suo blog dal sommelier AIS Davide Marone, degustatore appassionato dei vini del Sud.

Il post si può leggere nella sua versione completa nel blog di Davide. Buona lettura.

Nata dall’idea di Vittorio Rusinà (aka @tirebouchon), siamo giunti alla seconda puntata di #ascuoladisud, piccole degustazioni tra amici “twitteri” per cercare di approfondire e scoprire nuovi tesori del sud Italia.

Dopo la prima puntata dedicata alla Basilicata e al suo Aglianico del Vulture (ne ho parlato qui ), questa volta si è deciso di scoprire e approfondire una piccola DOC del Messinese, IL FARO.

continua

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Faro Doc Oblì, Tenute Enza La Fauci

[Il post di oggi non è stato scritto da me ma dall'amico Fabrizio Gallino, aka @enofaber in Twitter. Fabrizio è animatore con Davide Marone e Vittorio Rusinà di una bellissima iniziativa: #ascuoladisud. Proprio qualche giorno fa, i tre si sono occupati della Doc messinese Faro. Ho chiesto a Fabrizio un breve resoconto e le sue impressioni.]

Non posso negare che, da buon “polentone” piemontese, la mia personale conoscenza dei vini del Sud Italia è molto limitata e piena di lacune. Quindi, quando alcune settimane fa su Twitter, grazie alla solita fantasia di Vittorio Rusinà (aka @tirebouchon), nacque l’idea di #ascuoladisud, aderii in maniera entusiasta, proprio in funzione di colmare almeno parzialmente le mie mancanze.

A maggior ragione il mio entusiamo crebbe quando scoprii che il “magister” di #ascuoladisud era Davide Marone, sommelier Ais originario del Sud Italia ma residente a Torino, grandissimo conoscitore ed amante dei vini della sua terra d’origine.

La scorsa sera ci siamo dedicati alla Doc Faro, denominazione siciliana della provincia di Messina. 4 vini del 2008, uno del 2006 e un “fuori quota” del 1998. Se escludiamo il primo vino, campione che non rientra nella doc e che aveva evidenti problemi legati al tappo (e quindi non abbiamo potuto assaggiarlo) quello che è emerso da questi assaggi è in assoluto la grande equalità dei vini e dei produttori e la ricerca, da parte di alcuni di loro di rimanere il più possibile fedeli al proprio territorio, senza cadare nella tentazione di “internazionalizzare” il gusto.
I vini degustati sono stati quindi i seguenti:

  • Faro Doc 2008 – Fondo dei Barbera
  • Faro Doc Oblì 2008 – Tenuta Enza La Fauci
  • Faro Doc 2008 – Bonavita
  • Faro Doc 2006 – Palari
  • Faro Doc 1998 – Palari

A mio gusto, in maniera assolutamente soggettiva, ho trovato emozionante il Palari 1998, a testimonianza del fatto che sono vini che possono trovare il massimo dell’espressività nel lungo periodo (e merita “il primo posto” nella mia personalissima classifica).

Tutti gli altri avevano peculiarità proprie ma, allo stesso tempo, erano legate da un filo rosso che, come detto in precedenza, metteva in mostra il terriotorio e i vitigni tipici della doc.

Sia chiaro, non è una visione onnicomprensiva e totale sulla denominazione: però almeno adesso, grazie alla passione e alla competenza di Davide, posso dire di conoscere un po’ di più di quella splendida terra che è la Sicilia.

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Dolci delle Monache a Modica il 2 aprile

Scritto da Antonio On marzo - 22 - 2011 aggiungi un commento

Appuntamento nella città di Modica il prossimo 2 aprile per parlare di cioccolato. Il cioccolato di Modica, famosissimo in molte parti del mondo, è preparato secondo un’antichissima ricetta, probabilmente dovuta al popolo Azteco. L’occasione sarà buona (l’occasione è sempre buona!) per assaggiare i tanti dolci siciliani preparati dalle monache, dolci come le ‘mpanatigghie, i dolcetti di riposto, le teste di turco farcite alla ricotta e si potrebbe ancora continuare.

Noi di Vivennu contiamo di andare. E voi?

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Qualche settimana fa, Gianpaolo Paglia – grandissimo produttore di vino, e attento utilizzatore del web – se n’è venuto fuori con un’altra iniziativa delle sue. In occasione dell’imbottigliamento del suo primo Ciliegiolo in purezza (il Vallerana Alta) ha deciso di dare la possibilità a 5 blogger di assaggiarlo in anteprima. Io mi sono naturalmente precipitato e oggi il vino è giunto sano e salvo (lo dico anche a Gianpaolo, così si rasserena magari) a casa mia. Pubblico una foto del pargolo e del suo compagno di viaggio, il Fonte40.

A Gianpaolo, grazie.

Pubblicherò un altro post su questo vino con le mie impressioni dopo domenica, giorno scelto per l’apertura della bottiglia! :-)


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Liquore al pistacchio e altre prelibatezze

Scritto da Antonio On giugno - 29 - 2010 aggiungi un commento

Ormai è un’abitudine. Complice il mio progetto futuro (quello, piccolo piccolo, sui prodotti tipici siciliani), sono sempre alla ricerca di nuove aziende interessanti. Qualche giorno fa ne ho trovata una. Stavolta siamo in provincia di Catania, in particolare a Bronte, città molto nota per il suo pistacchio e i prodotti a esso collegati.

L’azienda si chiama Sicilfrutti, il proprietario Vincenzo Longhitano. Vincenzo è erede di una lunga tradizione – come recita il sito – che del pistacchio ha fatto una ragione di vita e di lettura del territorio. Un’azienda che oggi è un marchio riconosciuto, venduto in ogni parte del mondo e che è sinonimo di qualità e gusto. Ci tengo a sottolineare che questo post non è una marchetta. Sarebbe stato facile e molti lo fanno. Ma sul blog di eRistoranti ho sempre scritto solo quello che penso e – soprattutto – solo sulle aziende che veramente valgono. Almeno, secondo il mio parere.

E questo è il caso della Sicilfrutti. Ho avuto modo di provare il loro liquore al pistacchio e il PanPistacchio (selezionato alla fiera TuttoFood di Milano tra più di 400 prodotti). Ma non mancano prodotti alla crema di pistacchio, all’arancia, alle mandorle, persino al peperoncino. Prodotti per tutti i gusti, dolci e salati, adatti a molte situazioni. Se riesco a trovare un po’ di tempo nei prossimi giorni, mi piacerebbe anzi pubblicare qualche ricetta che fa uso del pistacchio di Bronte. In alternativa, potete segnalarne qualcuna voi. Vi va?

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Turismo Rurale in Sicilia

Scritto da Antonio On maggio - 13 - 2010 aggiungi un commento

Da molti anni ormai si parla di turismo rurale. La nozione di turismo rurale, dal punto di vista delle norme a livello europeo, è molto ampia e comprende tutta una serie di attività che si svolgono in un’ambiente rurale, appunto, compreso il turismo è quindi l’agriturismo. Tanto che secondo una norma dell’88, i due termini – turismo rurale e agriturismo – possono essere considerati sinonimi.

La Sicilia, per le sue caratteristiche intrinseche, è una terra vocata a questo tipo di turismo. E infatti l’offerta rivolta a turisti italiani e stranieri è molto varia e – in moltissimi casi – di alto livello. Strutture spesso antiche recuperate e ristrutturate per accogliere in un ambiente quanto più naturale possibile famiglie e singoli viaggiatori. Aria superba, panorami che spesso tolgono il fiato, natura e ottimo cibo. Senza trascurare un buon abbinamento di vini siciliani!

Il Limoneto è una di queste strutture dedicate a tutti coloro che cercano turismo rurale a Siracusa. La caratteristica di questa struttura è quella di ritrovarsi immersa in un vero e proprio limoneto, un campo di limoni coltivati biologicamente a pochissimi chilometri dal centro di Siracusa e vicino alla splendida isola di Ortigia. Prezzi ottimi, 10 camere confortevoli, arredamento semplice e funzionale. Un’ottima occasione per programmare qualche giorno di relax in Sicilia.

Turismo rurale Siracusa

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L’occasione per la scrittura di questo post me la dà Ovito, marchio molto noto in Italia per la produzione di uova certificato per ben 5 parametri, che vanno dalla freschezza (consegna in un tempo massimo di 48 ore dalla raccolta) alla corretta alimentazione per pulcini e galline, passando per la rintracciabilità totale della filiera.

La sfida proposta è una di quelle che a noi più piacciono. Una sfida a suon di ricette, con al centro – naturalmente – l’uovo Ovito, prodotto ricco di proteine, vitamine e sali minerali, che va consumato fresco (più l’uovo è fresco, maggiori saranno i benefici in termini di vitamine e proteine) consigliato in quasi tutte le diete e capace di inserirsi con facilità in tutte le cucine.

La ricetta che ho scelto per questa sfida all’ultimo uovo è quella della Omelette alla francese. Nulla di nuovo sotto al sole, ma mi piace davvero molto cucinare l’uovo in questo modo soprattutto perché è facile sbizzarirsi con il ripieno.

Per due persone servono 4 uova, 15 – 20 grammi di burro, panna (una confezione di quelle che trovate facilmente al supermercato), parmigliano, prosciutto, carote, piselli, acqua, sale e pepe. Bisogna quindi scaldare il burro in un tegame fino a farlo sfrigolare (stando attenti a non friggerlo), a questo punto aggiungiamo le nostre uova precedentemente sbattute e mescolate con acqua, sale e pepe,  metà della panna, carote tagliate a dadini, piselli (carote e piselli dobbiamo prima lessarli) facendo cuocere per qualche minuto. A questo punto possiamo aiutarci con una spatolina per evitare che l’omelette si attacchi sul fondo e per far cuocere l’uovo rimasto in alto. Aggiungiamo la parte rimanente di panna e il parmigiano. La nostra omelette sarà pronta da servire non appena la superficie sarà dorata. Sentite il profumo?

E se la vostra voglia di uovo non finisce qui, potrete registrarvi alla community ovitoclub, uno spazio aperto dove è possibile pubblicare le proprie ricette, discutere quelle degli altri, e apprendere trucchi e segreti per cucinare al meglio le nostre uova.

Articolo sponsorizzato

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La zona di Siracusa, in particolare quella di Ortigia, è la mia preferita. Ci ho vissuto per un periodo, a qualche passo dal Duomo, adoro la Marina (a proposito, quando finirà lo scempio cui è sottoposta?), mi piacciono i suoi locali.

Per chi non ha la possibilità di una casa in affitto, o di amici pronti ad ospitare,  o comunque per chi vuole rimanere a Siracusa per un breve soggiorno, quella dell’agriturismo è una scelta che coniuga due esigenze: quella di avere un posto in cui dormire e in cui mangiare, senza spendere moltissimo e godendo dell’alta qualità delle strutture presenti. Ho pensato di raccogliere in questo post alcune proposte, lasciando naturalmente spazio nei commenti alle vostre impressioni e ai vostri suggerimenti.

Agriturismo Limonetohttp://www.limoneto.it/

L`agriturismo Limoneto si trova nel verde e nella tranquillità di una coltivazione biologica di limoni a 9 km dalla splendida città di Siracusa, a 50Km dall`aeroporto di Catania.E` facilmente raggiungibile da ogni direzione grazie ad una efficiente segnaletica.

Prezzi che vanno da 50 euro per la camera singola ai 150 euro per la quadrupla.

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Agriturismo Villa dei Papirihttp://www.villadeipapiri.it/

L’Agriturismo Villa dei Papiri è una antica masseria siciliana del 1800, ha una estensione di 13 ettari con piantagioni di Limoni(il femminiello siracusano) e Aranci (mori, tarocchi e nocellari), è circondata da papiri alti più di 3 mt., palme, ulivi secolari, mandorli, carrubbi, cipressi, bonsai e altre meravigliose piante mediterranee.
Si trova a 6 Km da Siracusa, nella Riserva Naturale del fiume Ciane & Saline, a tre metri dalla famosa Fonte Ciane, le sorgenti del mito di Proserpina (Metamorfosi di Ovidio) circondate da meravigliosi Papiri d’Egitto.

Varie soluzioni per pernottare. Consiglio di visitare il sito per ulteriori informazioni.

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Azienda Agrituristica Case Dammahttp://www.casedamma.it/

L’Azienda Agrituristica Case Damma, a pochi minuti dal centro di Siracusa, è un’antica azienda agricola ubicata tra giardini di aranci e di limoni. Si tratta di una classica masseria siciliana le cui tracce topografiche risalgono al 1400, nella quale sono evidenti forti impulsi architettonici ottocenteschi. La masseria segue uno schema funzionale attorno al cortile principale sui lati più lunghi si allineano il palmento-trappeto (adibito a zona ristorazione), il forno, le case rurali, il dormitorio, i magazzini, mentre su uno dei lati brevi, in posizione sopraelevata rispetto alla corte, la parte abitativa padronale. Tutt’intorno si sviluppa, su 4000 mq, un rigogliosissimo “giardino delle delizie” caratterizzato da alberi da frutto (banani, olivi saraceni secolari, fichi, albicocchi, melograni, ecc…) e fiori, tipico delle ville nobiliari siciliane di una volta.

Molto economica, i prezzi vanno da 36 euro della bassa stagione a 65 euro dell’alta stagione, mezza pensione.

Altre proposte, maggiormente strutturate, saranno presto disponibili nel sito Sicilia Digitale, portale dedicato al Turismo in Sicilia, parte del Network eRistoranti.

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Ristoranti Nicolosi | Le Tartarughe

Scritto da Antonio On febbraio - 15 - 2010 aggiungi un commento

Ieri sera sono stato al ristorante – pizzeria Le Tartarughe a Nicolosi. Innanzitutto il luogo. Nicolosi è uno dei paesini pedemontani etnei che più amo (e non solo perchè da piccolo vi trascorrevo l’intera estate). Quella che amo è soprattutto la parte più alta, quella delle strade di montagna, tutte tornanti e curve, che si inerpicano nel fianco del  vulcano.

Strade caratterizzate dai muretti basi di pietra vulcanica e costeggiate da ville e villette più o meno belle, più o meno curate, che hanno comunque il pregio di godere di uno dei panorami più belli della zona.

Complice l’idea di andare a mangiare una pizza per San Valentino, ho deciso di fermarmi al ristorante Le Tartarughe. Avevo visto qualche giorno prima il sito internet (avevo pure inviato  una mail al ristoratore, che mi ha confermato di non aver letto per mancanza di tempo) e l’ambiente mi era subito sembrato molto pulito ed elegante, con una certa aria di casa che a me attira sempre.

Un piccolo cortile esterno tipicamente siciliano, piante, vasi in terracotta e ancora una volta pietra lavica: nel portale d’ingresso, nei muretti interni. Poi una piccola porta in legno che ti accoglie con un internazionale welcome. Il padrone di casa che ti apre la porta ed eccoti dentro a un’ambiente, per l’appunto, familiare. Un camino riscalda le due ampie stanze che costituiscono il locale, tavoli e sedie in legno, tutto nel rispetto della tradizione. Veniamo accolti con simpatia e un sorriso, cosa che fa sempre piacere.

Ci accomodiamo e dopo un po’ ordiniamo. Pizza, ho detto, ma si possono ordinare antipasti con prodotti locali e due – tre piatti di carne. Nel menù vedo solo il classico vino della casa e qualche birra. I prezzi sono assolutamente nella norma.

Ordiniamo una pizza al pesto (che si rivelerà buonissima) e una pizza con mozzarella di bufala (ottima), speck, parmigiano e funghi porcini (anche questo ottimi) che si chiama Nana. La pasta della pizza (cotta nel forno a legna) è morbida e non bruciata. La pizza si taglia con molta facilità, qualità che apprezzo sempre.

La pizza al pesto è in una variante che sinora non ho mai trovato: include anche ricotta salata e melenzane. L’insieme è riuscitissimo.

Il gestore, come detto, è cortese, così come il personale. Il servizio è rapido. I prezzi nella media.

Dati del locale

Ristorante Pizzeria Le Tartarughe

Via Marconi 45 Nicolosi

Sito internet: www.pizzerialetartarughe.com

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