Thursday, 17 May, 2012

Degustazione vini | Donnafugata Sedara 2006

Scritto da Antonio On aprile - 9 - 2009 aggiungi un commento

Ieri il mio pranzo è stato condito (è il caso di dirlo) da un buon vino siciliano: Donnafugata Sedara del 2006.

Donnafugata è un marchi ormai molto conosciuto e diffuso, e nonostante vi siano in giro molti estimatori della casa vinicola siciliana, io non sono tra questi. Nonostante tutto, questo Donnafugata 100% Nero D’Avola l’ho particolarmente apprezzato.

Il colore è un rosso rubino con sfumature di granato, intenso all’olfatto e al palato lievemente fruttato. Un vino tutto sommato equilibrato, affinato in vasche di cemento per circa 9 mesi e poi in bottiglia per ulteriore 3 mesi.

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In questo blog, come probabilmente avrete notato, non parlo molto spesso di vini. Il motivo è presto detto: amo parlare dei vini che in qualche modo mi hanno sorpreso e che ho quindi particolarmente apprezzato. Non ho nascosto tempo fa (e lo faccio ogni qual volta è possibile e opportuno) di essere entusiasta degli ottimi vini veneti di Davide Vignato, allo stesso modo voglio porre l’accento oggi sull’ottimo rosso Ardore di Cummo, cioè della Casa Vinicola Sicania.

Azienda siciliana, con zone di produzione localizzate nella provincia di Caltanissetta, tra Ravanusa, Butera e Palma di Montechiaro, tra terreni straordinari, sole e calore. In quella zona, l’azienda Cummo produce i suoi ottimi vini, che vanno dai rossi come Ardore, Passione, Seduzione, Follia ed Essenza, ai bianchi come l’Intrigante, l’Ammaliante e l’Ebbrezza per citarne alcuni.

Tra questi, voglio parlarvi oggi di Ardore. Un vino dal carattere fine, contraddistinto da un colore rosso scuro e da un bouquet intenso ornato da decise note di liquirizia amara che risaltano immediatamente al palato. Il vitigno utilizzato è la Sirah (vendemmia a settembre), mentre le uve sono lasciate a macerare per 20 giorni a una temperatura compresa tra i 22° e i 26°. L’affinamento successivo è poi ottenuto per due anni in acciaio inox e in botti di rovere di Allier. Il tenore alcolico è pari a 13,50% Vol.

Un ottimo vino questo di Cummo, che presento ai lettori del blog con molto piacere. Invitandovi anche a scoprire man mano questo e gli altri vini prodotti dalla Casa Vinicola Sicania.

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Degustazione olio | L’extravergine biologico Casalino

Scritto da Antonio On dicembre - 22 - 2008 2 commenti

L’altro giorno ho avuto l’onore di ricevere un pacco contenente l’olio extravergine d’oliva biologico prodotto dalla Tenuta Il Casalino. Ne approfitto, anzi, per ringraziare il proprietario che si è dimostrato in ogni occasione molto cortese e gentile.

Ma passiamo all’olio.

Io ho una vera passione per l’olio extravergine d’oliva. Lo uso molto in cucina, lo metto ovunque possibile. L’olio Il Casalino, dal colore verdo abbastanza denso, l’ho gustato principalmente a crudo (dove – secondo me – risaltano le sue qualità). Giusto oggi, l’ho usato per condire un ottimo piatto di riso con i broccoli.

Come molti extravergine di qualità, pizzica un po’. Capisco che possa esserci qualcuno tra di voi che non è abituato a una tale sensazione o che addirittura proprio la evita. Ma credo che un po’ d’abitudine possa farvi apprezzare le magnifiche qualità organolettiche di quest’olio dal sapore fruttato e persistente.

Per l‘olio extravergine d’oliva Il Casalino vengono usate tre qualità essenziali d’oliva: Moraiolo (conosciuta con molti altri nomi, tra i quali nerina o oliva tonda), Leccino (presente in molti ottimi oli extravergini) e Frantoio. Le olive vengono raccolte a mano e mollite nel giro di 48 ore. La presenza della Moraiolo supera il 60% della composizione complessiva.

Direttamente dal sito della Tenuta leggiamo il seguito della lavorazione:

La molitura avviene sfruttando il sistema della linea continua, che permette di tenere efficacemente sotto controllo la qualità dell’olio, potendo intervenire nell’importante fase di estrazione controllando la temperatura e la quantità dell’acqua. Questo metodo fa evitare, inoltre, qualsiasi contatto con altri olii, consentendo ogni volta l’accurato lavaggio del macchinario.

Dopo l’estrazione l’olio extravergine di oliva si presenta ancora torbido, ma ha relativa facilità a chiarificarsi spontaneamente per semplice decantazione: l’olio viene così posto a riposare in recipienti di acciaio inox .
Il prodotto dovrebbe essere consumato possibilmente entro 18 mesi dall’estrazione.

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