In questi giorni mi trovo a Marsiglia e un po’ ovunque – qui – non si fa che parlare della guida Michelin. Il tema di quest’anno è la crisi della ristorazione (avvertita in modo molto forte anche qui in Francia, oltre che da noi in Italia), crisi alla quale la guida Michelin ha cercato di rispondere. Se i clienti cercano di risparmiare nella scelta del ristoranti in cui andare a pranzare o cenare e preferiscono un certo tipo di cucina, la guida fa lo stesso e seleziona stelle e nuovi inserimenti su parametri di concretezza, prediligendo le tavole semplici agli artifici e ai giochi di magia.
Dal Chassagnette a pochi passi da qui in Camargue al Rabanel di Arles, tutti i locali premiati mettono al centro la qualità dei prodotti e la semplicità dell’offerta. La tendenza generale è questa. In calo la cucina molecolare, finite le mousse. I clienti vogliono concretezza.
Tornano alla carica legumi, pesce, volatili. Il cliente, in tempi di crisi, fugge quella che qui chiamano la cuisine gadget. E in Italia, come si risponde alla crisi?
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