Thursday, 17 May, 2012

Il Morellino di Scansano

Scritto da Antonio On febbraio - 14 - 2009 6 commenti

Un vino molto antico, il cui nome però ha cominciato a fare il giro del mondo solo negli ultimi dieci anni. La produzione del Morellino di Scansano risale infatti agli antichi etruschi e romani che, bisogna ricordare, non solo coltivavano i vitigni e producevano il vino, ma utilizzavano tecniche ancora oggi in uso. Una per tutte, l’altezza della vite da terra: molto bassa. Si usa per tutti i grandi vini e anche per il Morellino.

Dal 1998, il Morellino di Scansano ha ottenuto la denominazione DOC. Con un decreto del 2006 (a partire quindi dalla vendemmia 2007), invece, è stato premiato con la denominazione superiore DOCG.

Il vitigno che costituisce il Morelllino è il Sangiovese.

Caratteristiche:

  • colore: rosso rubino tendente al granato con vecchietto.
  • odore: vinoso e, con l’invecchiamento, profumato, etereo, intenso, gradevole, fine.
  • sapore: asciutto, austero, caldo, leggermente tannico.
  • Il vino MORELLINO DI SCANSANO presenta un colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento; all’olfatto deve essere intenso, fine, fresco, fruttato con sentori di frutti rossi, marasca, molto spesso prugna, etereo, può presentare sentore di legno; al gusto è secco, caldo, leggermente tannico, morbido con l’invecchiamento.
    Il titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,50% vol per il Rosso e 13,00% vol per la Riserva che deve essere  sottoposta  ad  un periodo di invecchiamento non inferiore a due anni, di cui almeno uno in botte di legno. Il  periodo  di  invecchiamento decorre dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.
    L’acidita’ totale minima non deve essere inferiore a 4,50 g/l; l’estratto  non  riduttore  minimo di 24,0  g/l per la tipologia Rosso e  26,0 g/l per la Riserva.

    [Dal sito del consorzio di tutela]

    Alcune etichette:

    1. Bellamarsilia 2007 (Poggio Argentiera)
    2. Poggio al toro 2006
    3. Roggiano 2007 (Cantina del Morellino)

    Hai altre etichette da proporre? Segnalale nei commenti.

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    Da qualche tempo sono iscritto al social network Vinix. Per chi non lo conoscesse, Vinix è dedicato al mondo del vino (essenzialmente) e facilita l’incontro tra giornalisti del settore, produttori, enotecari, ristoratori e semplici appassionati, permettendo loro di gestire contatti, blog, annunci, video, e molto altro. L’idea di Vinix è di Filippo Ronco, il prodigioso autore di TigullioVino (attualmente in ristrutturazione), tra le altre cose.

    Attraverso Vinix mi sono imbattuto nel bellissimo caso dell’azienda Poggio Argentiera, di proprietà di Gianpaolo Paglia e Justine Keeling. E non esagero usando il termine bellissimo. Perché? Perché l’azienda Poggio Argentiera è il modello esemplare di cosa si può riuscire a fare utilizzando la comunicazione e la rete in modo appropriato. Oltre a produrre ottimi vini (mi dicono, soprattutto il Capatosta, ma io non ho ancora degustato), l’azienda ha trovato una via molto efficace per far conoscere la sua realtà all’insegna della trasparenza e del dialogo. E con buoni risultati.

    L’ultima notizia, che rappresenta davvero un unicum e non solo nel settore vinicolo, è la pubblicazione dei costi di produzione dell’azienda nel blog aziendale. La pubblicazione, cioè, di tutti quei dati che portano alla composizione del prezzo finale e che sono sempre considerati dati sensibili, segreti, dati per proteggere i quali molti imprenditori sarebbero pronti a morire!

    Gianpaolo che fa? Li pubblica nel suo blog, in una tabella indicante tutte le voci di costo e indicando persino  il suo margine operativo lordo.

    Chissà se qualche altro imprenditore seguirà il suo esempio! Io ho molti dubbi a proposito, mentre non ho alcun dubbio nell’affermare che il tipo di comunicazione che l’azienda Poggio Argentiera, e Gianpaolo Paglia in particolare, è un tipo di comunicazione che premia, perché onesta, trasparente, vera. E i nostri clienti non vogliono altro che questo.

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