Thursday, 17 May, 2012

Questo è il primo appuntamento con la Saturday Collection. Benvenuti, quindi. La Saturday Collection è un post settimanale (solo un post alla settimana, generalmente pubblicato il sabato) completamente dedicato ai nuovi prodotti e le offerte pubblicate  nel nostro e-commerce. Questo perchè abbiamo voluto concentrare i post “promozionali” in un unico testo, lasciando spazio per il resto della settimana a post diversi, più belli e magari più interessanti (perchè non ammetterlo, la promozione spinta non piace neppure a noi e non vogliamo vendere a tutti i costi).

Il nostro obiettivo è comunque quello di far divenire la Saturday Collection un appuntamento fisso con i nostri clienti (che piano piano cominciano ad aumentare) e con i lettori di passaggio. In questo senso, speriamo che l’iniziativa sia gradita.

Iniziamo quindi questo primo appuntamento con l’inserimento top. Motivo di orgoglio per noi di Vivennu e per la stessa produttrice (che presto avremo modo di conoscere meglio). Ci riferiamo naturalmente ai vini delle Tenute Enza La Fauci, il Terra di Vento (IGT Sicilia) e l’Oblì, Faro Doc dalla grande personalità. I vini sono in vendita su Vivennu a prezzo di enoteca, e siamo in grado di spedirli in ogni parte di Europa grazie all’aiuto della stessa cantina.Vini nati nel territorio di Messina, cresciuti e maturati su terreni adattati da secoli alla coltivazione della vite. Quella del Faro Doc è una produzione di nicchia, costituita da poche migliaia di bottiglie l’anno, ma si sa che le piccole produzione sono quelle di maggiore qualità.

Qualche giorno dopo, è stata la volta dell’inserimento in catalogo del Miele dell’Etna. Il primo prodotto inserito è il Miele di Limone. Un prodotto genuino, naturale, prodotto da piccoli apicoltori dell’Etna.

Una nota: quella appena trascorsa è stata la settimana delle Confetture di Gelsi e di Fichi d’India. Best seller del nostro negozio fino a questo momento, ne è stata fatta letteralmente incetta, costringendoci (piacevolmente) a riassortire  per ben tre volte.

La settimana prossima ci aspettano ancora nuovi prodotti, una nuova categoria e un primo pacchetto davvero interessante e a un prezzo speciale.

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Le Arance Rosse di Sicilia in vendita su eRistoranti

Scritto da Antonio On gennaio - 21 - 2011 1 commento

Il titolo potrebbe essere fuorviante. In realtà, eRistoranti non vende proprio nulla. :-)

La realtà è che in questi mesi sono aumentate sensibilmente le mail di utenti che ci chiedevano di poter acquistare l’arancia rossa di Sicilia direttamente dai produttori. Allora abbiamo pensato bene di organizzare questo “servizio”, facendo da tramite tra il cliente finale e il produttore. Scegliendo per noi il ruolo di intermediari a costo zero!

Vivendo in Sicilia orientale (la zona di coltivazione dell’arancia rossa in tutte le sue varianti), è stato davvero molto semplice trovare produttori disposti a mettere a disposizione le loro arance. Conosciamo quasi tutti i problemi che affliggono l’agricoltura moderna, i guai della distribuzione e la disparità tra prezzo al mercato e guadagno del produttore. In questo modo, cercheremo di riequilibrare (in piccolo) le cose.

Le arance sono messe in vendita a un prezzo equo. Un prezzo che va bene per il produttore (colui che fatica quotidianamente nei campi) e un prezzo che va bene per l’utente finale, che risparmierà davvero un bel po’, soprattutto se deciderà di acquistare qualche chilo in più per usare le arance non solo come frutto intero, ma anche come ingrediente per torte, primi, secondi e – naturalmente – come ingrediente base di un gustoso e nutriente succo di frutta.

Abbiamo deciso quindi di dare ospitalità a una pagina di vendita, molto striminzita e probabilmente da migliorare. Attualmente è disponibile la variante Tarocco Gallo, il principe quando si parla di arancia rossa. Se vuoi mettere alla prova i nostri produttori e assaporare il vero gusto delle arance di Sicilia (quelle che mangiamo ogni giorno, qui a casa mica roba di importazione), prova ad effettuare un acquisto e facci sapere come è andata.

Se l’esperimento funziona, potremmo proseguire ed estendere il “servizio” anche ad altre tipologie di agrumi. :-)

Visita la pagina che abbiamo creato: Vendita Arance Sicilia

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Turismo Rurale in Sicilia

Scritto da Antonio On maggio - 13 - 2010 aggiungi un commento

Da molti anni ormai si parla di turismo rurale. La nozione di turismo rurale, dal punto di vista delle norme a livello europeo, è molto ampia e comprende tutta una serie di attività che si svolgono in un’ambiente rurale, appunto, compreso il turismo è quindi l’agriturismo. Tanto che secondo una norma dell’88, i due termini – turismo rurale e agriturismo – possono essere considerati sinonimi.

La Sicilia, per le sue caratteristiche intrinseche, è una terra vocata a questo tipo di turismo. E infatti l’offerta rivolta a turisti italiani e stranieri è molto varia e – in moltissimi casi – di alto livello. Strutture spesso antiche recuperate e ristrutturate per accogliere in un ambiente quanto più naturale possibile famiglie e singoli viaggiatori. Aria superba, panorami che spesso tolgono il fiato, natura e ottimo cibo. Senza trascurare un buon abbinamento di vini siciliani!

Il Limoneto è una di queste strutture dedicate a tutti coloro che cercano turismo rurale a Siracusa. La caratteristica di questa struttura è quella di ritrovarsi immersa in un vero e proprio limoneto, un campo di limoni coltivati biologicamente a pochissimi chilometri dal centro di Siracusa e vicino alla splendida isola di Ortigia. Prezzi ottimi, 10 camere confortevoli, arredamento semplice e funzionale. Un’ottima occasione per programmare qualche giorno di relax in Sicilia.

Turismo rurale Siracusa

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La zona di Siracusa, in particolare quella di Ortigia, è la mia preferita. Ci ho vissuto per un periodo, a qualche passo dal Duomo, adoro la Marina (a proposito, quando finirà lo scempio cui è sottoposta?), mi piacciono i suoi locali.

Per chi non ha la possibilità di una casa in affitto, o di amici pronti ad ospitare,  o comunque per chi vuole rimanere a Siracusa per un breve soggiorno, quella dell’agriturismo è una scelta che coniuga due esigenze: quella di avere un posto in cui dormire e in cui mangiare, senza spendere moltissimo e godendo dell’alta qualità delle strutture presenti. Ho pensato di raccogliere in questo post alcune proposte, lasciando naturalmente spazio nei commenti alle vostre impressioni e ai vostri suggerimenti.

Agriturismo Limonetohttp://www.limoneto.it/

L`agriturismo Limoneto si trova nel verde e nella tranquillità di una coltivazione biologica di limoni a 9 km dalla splendida città di Siracusa, a 50Km dall`aeroporto di Catania.E` facilmente raggiungibile da ogni direzione grazie ad una efficiente segnaletica.

Prezzi che vanno da 50 euro per la camera singola ai 150 euro per la quadrupla.

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Agriturismo Villa dei Papirihttp://www.villadeipapiri.it/

L’Agriturismo Villa dei Papiri è una antica masseria siciliana del 1800, ha una estensione di 13 ettari con piantagioni di Limoni(il femminiello siracusano) e Aranci (mori, tarocchi e nocellari), è circondata da papiri alti più di 3 mt., palme, ulivi secolari, mandorli, carrubbi, cipressi, bonsai e altre meravigliose piante mediterranee.
Si trova a 6 Km da Siracusa, nella Riserva Naturale del fiume Ciane & Saline, a tre metri dalla famosa Fonte Ciane, le sorgenti del mito di Proserpina (Metamorfosi di Ovidio) circondate da meravigliosi Papiri d’Egitto.

Varie soluzioni per pernottare. Consiglio di visitare il sito per ulteriori informazioni.

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Azienda Agrituristica Case Dammahttp://www.casedamma.it/

L’Azienda Agrituristica Case Damma, a pochi minuti dal centro di Siracusa, è un’antica azienda agricola ubicata tra giardini di aranci e di limoni. Si tratta di una classica masseria siciliana le cui tracce topografiche risalgono al 1400, nella quale sono evidenti forti impulsi architettonici ottocenteschi. La masseria segue uno schema funzionale attorno al cortile principale sui lati più lunghi si allineano il palmento-trappeto (adibito a zona ristorazione), il forno, le case rurali, il dormitorio, i magazzini, mentre su uno dei lati brevi, in posizione sopraelevata rispetto alla corte, la parte abitativa padronale. Tutt’intorno si sviluppa, su 4000 mq, un rigogliosissimo “giardino delle delizie” caratterizzato da alberi da frutto (banani, olivi saraceni secolari, fichi, albicocchi, melograni, ecc…) e fiori, tipico delle ville nobiliari siciliane di una volta.

Molto economica, i prezzi vanno da 36 euro della bassa stagione a 65 euro dell’alta stagione, mezza pensione.

Altre proposte, maggiormente strutturate, saranno presto disponibili nel sito Sicilia Digitale, portale dedicato al Turismo in Sicilia, parte del Network eRistoranti.

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La Vastedda del Belice | Presidi Slow Food Sicilia

Scritto da Antonio On febbraio - 12 - 2010 1 commento

Il prodotto

La Vastedda del Belice è un formaggio di pecora a pasta filata. Prodotto in tempi antichi nella Valle del Belice da casari nel periodo estivo, nel tentativo di rimediare ai difetti di alcuni formaggi pecorini. Da cui la provenienza del nome: vasta, che in dialetto siciliano significa guasta, andata a male.

I pecorini andati a male venivano quindi fatti filare nuovamente ad alte temperature per produrre un formaggio  fresco dalla caratteristica forma d’uovo che doveva essere consumato in due – tre giorni.

Oggi, lo stile di lavorazione varia a seconda della zona di produzione e delle abitudini del casaro. Solitamente il latte crudo, di una o due mungiture, viene coagulato a circa 35-36°C con caglio di agnello o capretto prodotto in azienda. La rottura della massa viene effettuata con un bastone di legno, rotula, sino a ridurla a granuli grossi come un cece o un chicco di riso; dopo una breve sosta si raccoglie la pasta in un telo di lino e la si depone su un tavoliere. Dopo un’ora circa si taglia in pezzi, si colloca in un recipiente, solitamente di legno, e si ricopre con siero caldo a 55-60°C, per favorirne la fermentazione. Il periodo di maturazione varia a seconda dell’epoca di lavorazione, della temperatura esterna e dell’umidità. I casari più esperti riescono a stabilire empiricamente e manualmente l’esatta maturazione della pasta facendo delle prove di filatura. Raggiunta la giusta acidità, la massa viene tagliata a fette in un recipiente in legno, in cui si aggiunge acqua molto calda (90°C), e lavorata con l’ausilio di una pala di legno, la vaciliatuma. Nella fase finale della filatura, quando la pasta raggiunge la giusta consistenza, la massa viene tagliata in porzioni che, lavorate manualmente, assumono la forma di sfere. Queste, accuratamente chiuse, sono collocate in un piatto fondo di ceramica, dove in breve tempo assumono la tipica forma ovoidale appiattita chiamata vastedda (simile ad una pagnotta piatta). Formaggio straordinario per fragranza, suadenza e intensità gustativa, la Vastedda va consumata freschissima: dopo circa un’ora dalla formatura è pronta per il consumo. È delicatamente profumata e in bocca prevale una nota di burro con sottofondo di erbe della valle del Belìce, come le graminacee e la valeriana. Il modo migliore per gustarla è tagliarla in grosse fette e condirla con olio extravergine siciliano, pomodoro e origano. Può anche essere utilizzata come ingrediente di alcuni piatti locali, ad esempio il tipico pane cunzato. I pastori la accompagnano con vini rossi locali, ma un formaggio così delicato e fresco richiede piuttosto un bianco, meglio se dai vitigni locali grillo o inzolia.

Il presidio

Il latte proviene da una razza autoctona: la pecora del Belìce, un animale di taglia media, con testa fine, allungata e leggera, arti robusti e vello bianco.

Il Presidio è nato con un paio di produttori coordinati dal Corfilac di Ragusa e si è successivamente ampliato riunendo altri casari del Belìce.Da qualche anno è nato un consorzio di tutela della vastedda, che riunisce sette casari.Molto resta da fare, soprattutto nella razionalizzazione dei sistemi produttivi, di caseificazione, di conservazione e trasporto refrigerato efficiente.

Area di produzione

Valle del Belìce (province di Trapani, Agrigento e Palermo)

Stagionalità

La vastedda si produce da maggio a ottobre

Vai alla lista completa dei presidi Slow Food Sicilia

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Presidi Slow Food Sicilia

Scritto da Antonio On febbraio - 12 - 2010 aggiungi un commento

Con questo post iniziamo un viaggio nei presidi Slow Food italiani, partendo dalla regione Sicilia. Sarà un viaggio virtuale alla scoperta dei prodotti e dei territori. Un viaggio tra sapori, gusti, tradizione, città più o meno grandi e luoghi straordinari che hanno sempre tanto da raccontarci.

Come dicevo, partiremo con i presidi della regione Sicilia. La mia regione. Si tratta di 29 presidi che elenco qui di seguito. Cliccando su ciascun presidio (man mano che inseriremo le varie pagine), sarà possibile saperne di più del prodotto oggetto del presidio e del territorio dal quale nasce.

A livello nazionale i presidi sono 177 e raggruppano più di 1300 piccoli produttori: dai contadini, ai pescatori, ai fornai e agli allevatori. Un presidio è sinonimo di cura dell’ambiente, qualità, recupero delle tradizioni e rispetto per i prodotti della terra. Ed è anche una via per la creazione di una piccola economia che contribuisce al mantenimento di mestieri e prodotti che altrimenti sarebbero cannibalizzati dal cieco consumismo del nostro tempo.

Ecco, quindi, il motivo di questo nostro viaggio. Dare ai presidi il loro giusto spazio. Partendo da quelli siciliani.

Buon viaggio.

  1. Vastedda del Belìce
  2. Susine bianche di Monreale
  3. Suino nero dei Nebrodi
  4. Sale marino artigianale di Trapani
  5. Ragusano di vacca modicana
  6. Provola delle Madonie
  7. Provola dei Nebrodi
  8. Pistacchio di Bronte
  9. Pesche tardive di Leonforte
  10. Pane tradizionale di Lentini
  11. Pane nero di Castelvetrano
  12. Oliva minuta
  13. Melone purceddu d’Alcamo
  14. Masculina da magghia
  15. Manna delle Madonie
  16. Mandorla di Noto
  17. Mandarino tardivo di Ciaculli
  18. Maiorchino
  19. Limone interdonato
  20. Lenticchia di Ustica
  21. Fava larga di Leonforte
  22. Fagiolo badda di Polizzi
  23. Cuddrireddra di Delia
  24. Cipolla di Giarratana
  25. Capra Girgentana
  26. Cappero di Salina
  27. Asino ragusano
  28. Ape nera sicula
  29. Aglio rosso di Nubìa

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Il vino italiano continua a crescere. E cresce nel mondo del 9% nei primi sette mesi del 2009. Questo almeno per quanto riguarda le quantità di vino esportate. Cala, invece, il valore di ben il 4%.

In Italia si produce ogni anno più vino di quanto gli italiani stessi ne consumino. Scelta ovvia delle aziende del nostro paese quella di vendere il proprio vino all’estero, in quei mercati dove il vino italiano riesce ad avere sempre un grande appeal, anche al cospetto di un notevole aumento della concorrenza (caratterizzata principalmente dai paesi emergenti dell’emisfero sud), la cui quota è salita al 30% degli scambi globali.

Lo scenario che si presenta a livello mondiale è quindi quello di paesi che producono vino industrialmente, principalemente su terreni e impianti di grandi dimensioni, contro una produzione – quella italiana – fatta per lo più di piccole e medie imprese che lottano nello scenario internazionale a suon di qualità. E a livello qualitativo, molti dei produttori italiani non hanno da invidiare nessuno.

Il risultato negativo in termini di valore è da attribuire alla esportazione di vini sfusi e vini imbottigliati fermi, mentre realizza un risultato nettamente positivo lo spumante (+4,4%).

Si esporta di meno in Cina, in India e negli Stati Uniti. Ma è recente, per esempio, la visita in Sicilia di un nutrito gruppo di imprenditori cinesi interessati ad avviare canali commerciali per l’importazioni di vino sfuso.

Infine, voglio approfittare di questo articolo a tema per segnalare ai lettori di eRistoranti.net l’avvio di un nostro nuovo progetto, Vino al bicchiere, relativo alla comunicazione dei vini siciliani. Un progetto che è già partito molto bene e che nelle prossime settimane sarà ancora più ricco di contenuti e interessanti segnalazioni di cantine siciliane.

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I lettori più attenti di questo blog ricorderanno Disiu.it. Per chi tra di voi, invece, non sapesse di chi stiamo parlando, diciamo brevemente che Disiu è uno dei migliori e-commerce di prodotti tipici siciliani operanti in Italia, nostro partner già durante la prima edizione dell’iniziativa dei Foodblogger.

Perché riparlo di Disiu.it? Semplice. A me piacciono le collaborazioni, soprattutto quando queste portano un valore aggiunto reale e misurabile agli utenti. Ed è questo il caso.

Con le festività natalizie in rapido avvicinamento, ho infatti pensato di creare – in collaborazione con Disiu – una pagina dedicata alle strenne di Natale. La trovate cliccando sul banner qui a sinistra Speciale Natale o cliccando sul link Strenne di Natale nella barra di navigazione in alto.

Cosa vi offriamo? Ceste di natale, piene zeppe di prodotti tipici siciliani, autentiche e genuine bontà selezionate direttamente dalla mitica (approfitto per ringraziarla pubblicamente per la sua gentilezza e disponibilità) Irene Falsone, deus ex-machina dell’e-commerce siciliano.

Lissandrello Inzolia Igt Sicilia, Mandorle siciliane, Panettone con crema di pistacchi di Bronte Oro Verde, Torrone siciliano stecca al cioccolato fondente, confettura di pesche di Leonforte e molte altre genuine bontà.

A quali condizioni? Utilizzando un codice promozionale riportato nella pagina dedicata alle strenne di natale, riceverete subito uno sconto del 5% sul prodotto che sceglierete. Successivamente riceverete  direttamente nella vostra mail sconti variabili dal 5 al 20% sui vostri acquisti futuri. Quindi, una doppia opportunità, valevole fino al 31 gennaio 2010, termine di scadenza della promozione.

Allora, cosa aspettate? :-)

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Iniziamo, con questo post, una carrellata dei prodotti tipici siciliani. Seguiranno post dedicati ai prodotti tipici di tutta Italia, un viaggio fatto di parole e immagini tra le prelibatezze del nostro Paese. Ma – come dicevo – iniziamo per il momento dai prodotti tipici siciliani.

E non potevo non iniziare da uno dei prodotti che apprezzo maggiormente: il salame di suini nero dei Nebrodi.

Il Parco dei Nebrodi comprende 23 comuni appartenenti a ben 3 provincie, quelle di Messina (18), Catania (3) e Enna (2). Comuni da visitare, come Bronte (noto per la sua produzione e trasformazione del pistacchio), Randazzo (una delle città minori più note e importanti della Sicilia per il suo patrimonio architettonico) e territori incantevoli come quello dei laghi di Cesarò e delle cittadine abbarbicate sui monti.

In questo contesto, il suino nero è divenuto simbolo di tipicità e di bontà. La genuinità delle sue carni ne fanno un prodotto di punta che non può mancare nel tavolo di chi ama il cibo di qualità.

Il salame, preparato solitamente a partire dalla coscia, dalla spalla e dalla pancetta di suino, è insaccato in budello naturale, asciugato per 12 ore a 24 C° e 90% di umidità e stagionato per quasi un mese a una temperatura più bassa e a una percentuale di umidità del 75%.

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Milo è un simpatico comune della provincia etnea. Ogni anno, in questo periodo, molti visitatori lo scelgono come luogo in cui trascorrere una piacevole giornata, all’insegna del buon vino e del buon cibo. Anche quest’anno, con inizio fissato per lo scorso 28 agosto e fine il prossimo 13 settembre, il comune di Milo ospiterà la manifestazione ViniMilo. A seguire il comunicato stampa del comune.

La VINIMILO, oltre a rappresentare un appuntamento fisso di fine estate per decine di migliaia di visitatori e turisti, che nei primi due fine settimana di settembre affollano le strade e le piazze del paese per trascorrervi una giornata all’insegna della gastronomia, del buon vino e della buona musica, è diventata negli anni un importante ed irrinunciabile punto di riferimento per tutte quelle aziende vinicole dell’Etna e siciliane che scelgono la VINIMILO quale vetrina per la promozione del loro prodotto e per la diffusione della cultura del vino.
Da sempre attenta alle esigenze di chi opera nel mondo dell’enologia e alle e alle tendenze del mercato, la VINIMILO si distingue nel panorama delle manifestazioni dedicate al vino per la ricchezza e la grande varietà di eventi che ogni anno propone rivolgendosi, non solo agli addetti ai lavori e agli esperti del settore, ma anche ai semplici appassionati del buon vino e della buona tavola.
Convegni, tavole rotonde sui temi di maggiore attualità, presentazione di pubblicazioni e studi legati al mondo del vino rappresentano, così un’occasione privilegiata per conoscere questo mondo e per arricchirlo di esperienze di idee e di progetti nuovi. Grazie al rinnovato e intensificato rapporto di collaborazione stretto negli ultimi anni con le maggiori associazioni di esperti che operano nel settore quali ONAV, AIS, FISAR e CIRCOLO ENOFILI ETNEI, al felice connubio con SLOW FOOD e grazie al sostegno sempre più convinto della Provincia Regionale di Catania e della Regione Siciliana e di molti altri Enti pubblici e privati la VINIMLO ha, nelle ultime edizioni, riscosso sempre maggiori consensi ed ampliato la propria offerta di eventi ed iniziative. Le degustazioni guidate, la vineria, il tunnel dei sapori in piazza Belvedere e poi i laboratori del gusto che si svolgono ormai tradizionalmente nella tenuta Barone di Villagrande, e ancora la mostra-mercato dei Presidi Siciliani di Slow Food, le escursioni e le visite guidate alle aziende, l’estemporanea d pittura sono tutte occasioni per palare di vino, per apprezzare le caratteristiche, per conoscere il territorio anche attraverso gli odori e i sapori che esso sa offrire.

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In questo blog, come probabilmente avrete notato, non parlo molto spesso di vini. Il motivo è presto detto: amo parlare dei vini che in qualche modo mi hanno sorpreso e che ho quindi particolarmente apprezzato. Non ho nascosto tempo fa (e lo faccio ogni qual volta è possibile e opportuno) di essere entusiasta degli ottimi vini veneti di Davide Vignato, allo stesso modo voglio porre l’accento oggi sull’ottimo rosso Ardore di Cummo, cioè della Casa Vinicola Sicania.

Azienda siciliana, con zone di produzione localizzate nella provincia di Caltanissetta, tra Ravanusa, Butera e Palma di Montechiaro, tra terreni straordinari, sole e calore. In quella zona, l’azienda Cummo produce i suoi ottimi vini, che vanno dai rossi come Ardore, Passione, Seduzione, Follia ed Essenza, ai bianchi come l’Intrigante, l’Ammaliante e l’Ebbrezza per citarne alcuni.

Tra questi, voglio parlarvi oggi di Ardore. Un vino dal carattere fine, contraddistinto da un colore rosso scuro e da un bouquet intenso ornato da decise note di liquirizia amara che risaltano immediatamente al palato. Il vitigno utilizzato è la Sirah (vendemmia a settembre), mentre le uve sono lasciate a macerare per 20 giorni a una temperatura compresa tra i 22° e i 26°. L’affinamento successivo è poi ottenuto per due anni in acciaio inox e in botti di rovere di Allier. Il tenore alcolico è pari a 13,50% Vol.

Un ottimo vino questo di Cummo, che presento ai lettori del blog con molto piacere. Invitandovi anche a scoprire man mano questo e gli altri vini prodotti dalla Casa Vinicola Sicania.

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Michele Ossino Fisicaro è probabilmente già diventato famoso. Solo che forse non lo sa nemmeno. Il signor Fisicaro è un produttore agricolo di Lentini, un paese che dista solo pochi chilometri da Paternò, paese in cui abito. Siamo in provincia di Catania. Paternò e Lentini (ma non solo) erano famosissime un tempo per la loro produzione di agrumi. Migliaia di persone e moltissime famiglie si sono sostenute  per decenni grazie alla terra e alla coltivazione delle arance. Quelle arance rosse che oggi sono quasi una leggenda e  – a volte – solo un’etichetta su una rete di color rosso.

Il signor Fisicaro, a un certo punto, si è stufato di far parte di un sistema distributivo che lo penalizzava fortemente (lui, come tutti i coltivatori) e ha deciso di far da solo. Ha inviato una mail a centinaia e centinai a di indirizzi, inserendo le foto delle sue arance, le caratteristiche e i prezzi di vendita. La sua iniziativa ha fatto il giro della rete, segnalato oggi da Antonio Tombolini, che ha acquistato un po’ delle sue arance, e poi da Retail Forum e adesso da eRistoranti. Molti GAS (gruppi di acquisto solidale) hanno pensato bene di comprare una certa quantità delle arance del signor Fisicaro e molti altri sono seguiti e seguiranno. Insomma, un’operazione ben riuscita, ma che non ci fa dimenticare i problemi che affliggono l’agricoltura siciliana e non solo.

Come scrivevo in un commento su Retail forum, ho a casa una cesta (molto grande) piena di ottimi mandarini. Solo a vederli si capisce che sono buonissimi, e mangiandoli se ne assapora la dolcezza. Per non parlare del loro odore che ha ormai riempito piacevolmente la mia cucina. Ebbene, questi mandarini sono un dono di un mio parente, che – per così dire – li coltiva. Dico così perché in realtà quei mandarini (ripeto, di qualità molto superiore a quelli messi in mercato) non hanno dei buoni canali distributivi e di vendita e non finiranno mai nelle tavole di ogni parte d’Italia. Al contrario, rimarranno negli alberi e poi finiranno, marci, al suolo, semplicemente perché non vale la pena nemmeno raccoglierli.

Questo è il problema di fondo, che necessita una risoluzione efficace e veloce per chi di quei prodotti deve vivere (i contadini) e per chi (noi acquirenti) si aspetta di trovare sulla propria tavola un prodotto di qualità a un prezzo ragionevole.

Nota: per chi fosse interessato alle arance del signor Fisicaro, linko questo documento pubblicato su RetailForum dove sono enunciate le condizioni di vendita e spedizione. Un consiglio: acquistatele. Sono davvero ottime.

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