Thursday, 17 May, 2012

Da un paio di giorni qui, per altri motivi, abbiamo a che fare con gli accessori per il vino. E ci siamo chiesti, eno-maniaci a parte, quali dovrebbero essere gli accessori indispensabili da avere in casa, quegli accessori che ogni appassionato di razza non può fare a meno di possedere. Ne abbiamo individuato alcuni, tra il serio e il faceto, ma aspettiamo nei commenti le vostre proposte e aggiunte.

Decanter - Elemento principe. Quando nella nostra piccola o grande cantina sono presenti bottiglie a lungo invecchiamento, è necessario lasciar decantare il vino travasandolo dalla bottiglia originale al nostro decanter. L’operazione di travaso è la più delicata e ci consente di separare il vino (il nostro nettare squisito) senza quei sedimenti che troviamo spesso nel fondo della bottiglia. L’operazione di decantazione ci permetti inoltre di ossiginare il vino, dopo che quest’ultimo è rimasto per anni chiuso in bottiglia. In un prossimo post parleremo magari dell’operazione da effettuare per il travaso del vino, scendendo in ulteriori dettagli.

Cavatappi - Naturalmente. Ne esistono di tutte le forme e colori. Dalle linee più classiche, alle collezioni anticate fino ai modelli più innovativi e dai colori sgargianti. L’attenzione da porre, in questo caso, è alla robustezza dell’oggetto e alla larghezza del bordo. Un cavatappi con il bordo troppo stretto precluderà la possibilità di aprire bottiglie di tipo californiano, per esempio.

Tappo - Quante bottiglie di spumante, champagne o vino non finiamo durante un pasto? Decine e decine. Un tappo è quello che ci serve per mantenere la bontà del prodotto. Anche in questo caso, in vendita ne troviamo di diversi materiali, colori, funzionalità. Specifici per champagne, generici, in plastica, dotati di taglia capsule, eccetera. La scelta dipenderà molto dal vostro portafoglio.

Cantinette - Chi di noi non ha una cantinetta in casa? Ci riferiamo a quelle praticissime da riporre sul pavimento o su qualunque ripiano, tipicamente con una capienza di 6 bottiglie, realizzate in plastica o con materiali superiori. La cantinetta ci consente di mettere in ordine le nostre bottiglie, normalmente conservate dietro gli sportelli della dispensa.

Beccuccio flessibile – Adattabile a ogni bottiglia, anche questo può essere considerato un piccolo must have. Nessuna goccia bagnerà più la nostra tovaglia. Arrotolatelo e inseritelo nel collo della bottiglia lasciandone fuori circa 3 cm. Quando lo conservate, dopo averlo sciacquato con acqua tiepida, assicuratevi che non sia arrotolato. Durerà più a lungo.

Termometro - Il vino si serve alla temperatura giusta. Anche nel caso dei termometri ne esistono di molti tipi. C’è quello a forma di anello che si applica all’esterno della bottiglia indicandovi la temperatura giusta in relazione al tipo di vino, oppure quello che si inserisce all’interno della bottiglia con tempi di attesa di mezzo minuto per conoscere la temperatura esatta del nostro vino.

Ice Bag – Dobbiamo dire che sono una bella scoperta. Costano poco, sono molto carine da tenere in tavola, e ci permettono di avere il nostro vino o spumante sempre fresco da servire.

La parola passa a voi. Che altri accessori avete in casa o avete intenzione di acquistare?

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Il vino italiano continua a crescere. E cresce nel mondo del 9% nei primi sette mesi del 2009. Questo almeno per quanto riguarda le quantità di vino esportate. Cala, invece, il valore di ben il 4%.

In Italia si produce ogni anno più vino di quanto gli italiani stessi ne consumino. Scelta ovvia delle aziende del nostro paese quella di vendere il proprio vino all’estero, in quei mercati dove il vino italiano riesce ad avere sempre un grande appeal, anche al cospetto di un notevole aumento della concorrenza (caratterizzata principalmente dai paesi emergenti dell’emisfero sud), la cui quota è salita al 30% degli scambi globali.

Lo scenario che si presenta a livello mondiale è quindi quello di paesi che producono vino industrialmente, principalemente su terreni e impianti di grandi dimensioni, contro una produzione – quella italiana – fatta per lo più di piccole e medie imprese che lottano nello scenario internazionale a suon di qualità. E a livello qualitativo, molti dei produttori italiani non hanno da invidiare nessuno.

Il risultato negativo in termini di valore è da attribuire alla esportazione di vini sfusi e vini imbottigliati fermi, mentre realizza un risultato nettamente positivo lo spumante (+4,4%).

Si esporta di meno in Cina, in India e negli Stati Uniti. Ma è recente, per esempio, la visita in Sicilia di un nutrito gruppo di imprenditori cinesi interessati ad avviare canali commerciali per l’importazioni di vino sfuso.

Infine, voglio approfittare di questo articolo a tema per segnalare ai lettori di eRistoranti.net l’avvio di un nostro nuovo progetto, Vino al bicchiere, relativo alla comunicazione dei vini siciliani. Un progetto che è già partito molto bene e che nelle prossime settimane sarà ancora più ricco di contenuti e interessanti segnalazioni di cantine siciliane.

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Parola dell’American Association of Wine Economist, che ha pubblicato una ricerca su 13 concorsi americani. Non una sola bottiglia di vino in più, quindi, ma un grande business (milionario) per chi quei concorsi li organizza.

La ricerca evidenzia non solo come l’assegnazione di un premio non significhi in automatico maggiori vendite, ma che la vittoria del premio non sia assolutamente indice della bontà del vino, ma solo segno di fortuna: insomma, sarebbe un po’ come vincere a un concorso a premi, dove le estrazioni di numeri e la dea bendata svolgono il ruolo principale.

La notizie è riportata dal sempre puntuale e interessante Dissapore, che pone alla fine del suo post delle domande:

  • quanto spendono i produttori italiani annualmente in concorsi e premi?
  • e, soprattutto, sono soldi spesi bene?

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Milo è un simpatico comune della provincia etnea. Ogni anno, in questo periodo, molti visitatori lo scelgono come luogo in cui trascorrere una piacevole giornata, all’insegna del buon vino e del buon cibo. Anche quest’anno, con inizio fissato per lo scorso 28 agosto e fine il prossimo 13 settembre, il comune di Milo ospiterà la manifestazione ViniMilo. A seguire il comunicato stampa del comune.

La VINIMILO, oltre a rappresentare un appuntamento fisso di fine estate per decine di migliaia di visitatori e turisti, che nei primi due fine settimana di settembre affollano le strade e le piazze del paese per trascorrervi una giornata all’insegna della gastronomia, del buon vino e della buona musica, è diventata negli anni un importante ed irrinunciabile punto di riferimento per tutte quelle aziende vinicole dell’Etna e siciliane che scelgono la VINIMILO quale vetrina per la promozione del loro prodotto e per la diffusione della cultura del vino.
Da sempre attenta alle esigenze di chi opera nel mondo dell’enologia e alle e alle tendenze del mercato, la VINIMILO si distingue nel panorama delle manifestazioni dedicate al vino per la ricchezza e la grande varietà di eventi che ogni anno propone rivolgendosi, non solo agli addetti ai lavori e agli esperti del settore, ma anche ai semplici appassionati del buon vino e della buona tavola.
Convegni, tavole rotonde sui temi di maggiore attualità, presentazione di pubblicazioni e studi legati al mondo del vino rappresentano, così un’occasione privilegiata per conoscere questo mondo e per arricchirlo di esperienze di idee e di progetti nuovi. Grazie al rinnovato e intensificato rapporto di collaborazione stretto negli ultimi anni con le maggiori associazioni di esperti che operano nel settore quali ONAV, AIS, FISAR e CIRCOLO ENOFILI ETNEI, al felice connubio con SLOW FOOD e grazie al sostegno sempre più convinto della Provincia Regionale di Catania e della Regione Siciliana e di molti altri Enti pubblici e privati la VINIMLO ha, nelle ultime edizioni, riscosso sempre maggiori consensi ed ampliato la propria offerta di eventi ed iniziative. Le degustazioni guidate, la vineria, il tunnel dei sapori in piazza Belvedere e poi i laboratori del gusto che si svolgono ormai tradizionalmente nella tenuta Barone di Villagrande, e ancora la mostra-mercato dei Presidi Siciliani di Slow Food, le escursioni e le visite guidate alle aziende, l’estemporanea d pittura sono tutte occasioni per palare di vino, per apprezzare le caratteristiche, per conoscere il territorio anche attraverso gli odori e i sapori che esso sa offrire.

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In questo blog, come probabilmente avrete notato, non parlo molto spesso di vini. Il motivo è presto detto: amo parlare dei vini che in qualche modo mi hanno sorpreso e che ho quindi particolarmente apprezzato. Non ho nascosto tempo fa (e lo faccio ogni qual volta è possibile e opportuno) di essere entusiasta degli ottimi vini veneti di Davide Vignato, allo stesso modo voglio porre l’accento oggi sull’ottimo rosso Ardore di Cummo, cioè della Casa Vinicola Sicania.

Azienda siciliana, con zone di produzione localizzate nella provincia di Caltanissetta, tra Ravanusa, Butera e Palma di Montechiaro, tra terreni straordinari, sole e calore. In quella zona, l’azienda Cummo produce i suoi ottimi vini, che vanno dai rossi come Ardore, Passione, Seduzione, Follia ed Essenza, ai bianchi come l’Intrigante, l’Ammaliante e l’Ebbrezza per citarne alcuni.

Tra questi, voglio parlarvi oggi di Ardore. Un vino dal carattere fine, contraddistinto da un colore rosso scuro e da un bouquet intenso ornato da decise note di liquirizia amara che risaltano immediatamente al palato. Il vitigno utilizzato è la Sirah (vendemmia a settembre), mentre le uve sono lasciate a macerare per 20 giorni a una temperatura compresa tra i 22° e i 26°. L’affinamento successivo è poi ottenuto per due anni in acciaio inox e in botti di rovere di Allier. Il tenore alcolico è pari a 13,50% Vol.

Un ottimo vino questo di Cummo, che presento ai lettori del blog con molto piacere. Invitandovi anche a scoprire man mano questo e gli altri vini prodotti dalla Casa Vinicola Sicania.

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Il 16 e 17 Maggio Asti propone Vinissage, salone  di vini da agricoltura biologica  e biodinamica, organizzato dal Comune di Asti in collaborazione con l’Associazione milanese Officina Enoica www.officinaenoica.org.
In questo fine settimana sarà possibile assaggiare ed acquistare  vini da   aziende provenienti dalle migliore zone viticole italiane, ma soprattutto sarà possibile dialogare con i vignaioli e capire perché così tenacemente si fanno promotori di vini che sono un tutt’uno sia con le loro scelte di vita sia con la loro terra.
Vinissage è una voce fuori dal coro in una città come Asti, indissolubilmente legata, già dal nome, al mondo del vino,  la cui vocazione vitivinicola   ha origine antiche e da cui origina il nome di una importante DOCG.   A maggior ragione in questa città  è giusto dare voce anche ad un altro lato del mondo del vino, quello che “sfida la chimica”, per offrire agli appassionati ed esperti del settore una panoramica il più completa possibile della produzione enologica di qualità.
La naturalità adottata in vigna dai vignaioli di questo Salone è poi perseguita tenacemente anche in cantina, rifiutando eccessive pratiche “interventiste”. Il loro è un lavoro di rispetto e valorizzazione dell’uva, senza alcuna forzatura. In cantina si impegnano per non distruggere quello che l’annata ha prodotto, vinificando secondo i criteri più tradizionali del posto. Per questi motivi i loro vini sono poco convenzionali e così strettamente legati al territorio di appartenenza.
Conoscendoli più da vicino ci si rende che il loro non è un semplice lavoro, è un modus vivendi, per vivere in simbiosi con la Natura e condividere il ciclo annuale della vite, assaporando l’alternarsi delle stagioni.
Si potrà così scoprire cosa ha spinto in Sardegna  le suore del Sacro cuore Evaristiane ad impiantare un’azienda agricola biologica ed unire il lavoro dei campi e della vigna agli alti ideali sociali e religiosi   a cui  si dedicano. Si potranno apprezzare i vini ma anche il valore sociale della Tenuta Selvadolce di Bordighera, scoprendo come. grazie alla passione per la propria terra è stato possibile salvare decine di posti di lavoro convertendo un’azienda di floricoltura ormai a rischio in un’azienda vitivinicola biodinamica che produce nel massimo rispetto e riqualificazione  dell’ambiente. Comprendere cosa unisce fin dal 1995 i produttori piemontesi e toscani del Consorzio Trimilli, il cui nome evoca   il primo viticoltore di origini italiche di cui si abbia notizia storica.   Chiedere perchè nei vigneti della Fattoria Castellina, in provincia di Firenze, le lavorazioni siano  ancora effettuate, dove possibile, con l’ausilio dei cavalli  oppure perché i discendenti del primo cameraman di Hitchcock si siano dedicati al vino nel cuore della Maremma, ed ancora scoprire le bellezza naturali dell’isola di Capraia  assaggiando i vini dell’azienda La Piana, unica azienda vinicola dell’isola…
Insomma Vinissage  non è solo una “Fiera del vino “, ma è soprattutto un’incontro con i vignaioli ed il frutto della loro passione per offrire al pubblico insieme ad un bicchiere di vino anche il loro entusiasmo.
Asti e Vinissage hanno scelto di condividere e promuovere l’esperienza di questi produttori che hanno fatto propria una filosofia che si ispira alla valorizzazione della cultura del territorio, alla difesa dell’ambiente e dei vitigni autoctoni…( info e programma su  www.comune.asti.it).
A questi stessi principi si ispira l’Associazione Officina Enoica, il cui supporto è   fondamentale per la selezione delle aziende partecipanti. Questa Associazione, con sede a Milano, promuove la vitivinicoltura attraverso l’impegno reciproco di produttore e consumatore, al fine di sviluppare e rafforzare le piccole economie locali mediante un sistema di produzione che coinvolga attivamente il consumatore.  Agevola lo scambio di informazioni, idee, esperienze tra  produttori e consumatori critici che propongano modelli alternativi di mercato,  di economia, di vita e di consumo sempre più essenziali ed equilibrati, improntati alla sobrietà e alla consapevolezza delle scelte.

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Quest’anno mi sarebbe piaciuto moltissimo andare al Vinitaly 2009. Avevo ricevuto diversi inviti da amici produttori di vino e forse non mi sarà possibile andare. In ogni caso non è ancora detta l’ultima parola.

Vinitaly è ormai una delle manifestazioni di punta del settore, con oltre 4200 espositori da circa 35 nazioni diverse, e quasi 160000 visitatori specializzati dei quali una larga parte provenienti da ben 110 paesi (dati della manifestazione 2008). Confermate le partnership con Agrifood, SOL, Enolitech e diverse altre aziende sponsor.

Concorsi, degustazioni, spazi dedicati ai non operatori professionali ma ai semplici appassionati, Vinitaly Tour, presentazione di ricerche e tanto altro.

Unica pecca dell’organizzazione: sarebbe stato certamente positivo consentire l’accredito anche ai blogger specializzati e non solo ai giornalisti iscritti all’ordine. Sono ormai moltissime le manifestazioni a carattere internazionale che equiparano blogger e giornalisti, mentre il Vinitaly si tiene ancora lontano da questa possibilità. Chissà, però, che per l’edizione 2010 non ci sia qualche novità.

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Vinissage 2009 un’altra annata d’eccellenza

Scritto da Antonio On febbraio - 15 - 2009 aggiungi un commento

Salone di vini naturali da agricoltura biologica e biodinamica

Asti , 16 ed 17 Maggio 2009

Palazzo del Michelerio – Corso Alfieri 381

Sabato 16 maggio

Apertura Salone dalle ore 16,30 alle ore 20.30

Dalle ore 19,30 “ Musica e vini nel chiostro”

banco di assaggio dei vini di Vinissage e prodotti del territorio

Domenica 17 maggio

ingresso dalle ore 10,30 alle ore 19,00

Giochi ed intrattenimenti per i più piccoli nel pomeriggio di domenica

INGRESSO AL SALONE EURO 5,00

Per il quarto anno la città di Asti propone “ Vinissage “, la più importante vetrina piemontese sui vini naturali provenienti da agricoltura biologica e biodinamica e soprattutto espressione della “naturalità” della vinificazione.

Questo Salone raduna vignaioli uniti dalla convinzione che la qualità dei vini nasca da una vendemmia sana e da un buon lavoro in vigna, ma che a questo debba far seguito un impegno in cantina basato sul massimo rispetto per la naturalità dell’uva.

Secondo questi tenaci vignaioli la vinificazione deve accompagnare l’uva nella sua trasformazione, utilizzando solo principi fisico-chimici naturali, fortemente convinti che “ con dell’uva biologica si può fare del vino industriale, ma che per fare del vino naturale è indispensabile avere delle uve biologiche “ ( M. Lapierre).

I vignaioli presenti a Vinissage presentano vini unici a livello organolettico, che vogliono uscire dall’omologazione dei vini “ costruiti” preservando la natura, il territorio e la biodiversità.

Questi vini sono un’autentica espressione del legame e dell’identità tra il vino ed il territorio e non hanno certo la pretesa di essere gli unici vini buoni, hanno però il vantaggio di essere solo uva fermentata e di rappresentare il gusto del loro territorio, del loro vitigno e del vignaiolo che li produce… e parlano senza clamori della loro anima.

Asti e tutto il Piemonte è terra di grandi vini e per questo è giusto anche dare voce a vini meno consueti, ma che contribuiscono ad arricchire il mondo del vino. La presenza ad Asti di tante aziende, provenienti da tutta Italia non può che suscitare l’interessare degli appassionati che vorranno cogliere il “ valore aggiunto” presente in questi vini.

In questo Salone è fondamentale la presenza dei vignaioli, per permettere al pubblico di venire a degustare ed anche discutere con chi con grande passione si dedica a questi vini, nel rispetto dell’uva, della natura e dell’uomo.

Insieme a tante aziende vinicole non mancherà la possibilità di acquistare anche altri prodotti biologici del territorio come marmellate, conserve, cioccolato, salumi, ed informarsi sull’argomento presso le postazioni dedicate all’editoria del settore.

Vinissage aspetta con entusiasmo quanti vorranno condividere od anche solo conoscere per curiosità questi vini, offrendo anche la possibilità di continuare la degustazione a casa loro, acquistando bottiglie direttamente dalle aziende presenti.

Il piacere di un momento … può continuare nel tempo e Vinissage vuole offrire l’opportunità di condividere con i suoi vignaioli la loro scelta di vita.

Info. Ufficio Promozione del Territorio

Tel.0141/399526

promoterr@comune.asti.it

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Il Morellino di Scansano

Scritto da Antonio On febbraio - 14 - 2009 6 commenti

Un vino molto antico, il cui nome però ha cominciato a fare il giro del mondo solo negli ultimi dieci anni. La produzione del Morellino di Scansano risale infatti agli antichi etruschi e romani che, bisogna ricordare, non solo coltivavano i vitigni e producevano il vino, ma utilizzavano tecniche ancora oggi in uso. Una per tutte, l’altezza della vite da terra: molto bassa. Si usa per tutti i grandi vini e anche per il Morellino.

Dal 1998, il Morellino di Scansano ha ottenuto la denominazione DOC. Con un decreto del 2006 (a partire quindi dalla vendemmia 2007), invece, è stato premiato con la denominazione superiore DOCG.

Il vitigno che costituisce il Morelllino è il Sangiovese.

Caratteristiche:

  • colore: rosso rubino tendente al granato con vecchietto.
  • odore: vinoso e, con l’invecchiamento, profumato, etereo, intenso, gradevole, fine.
  • sapore: asciutto, austero, caldo, leggermente tannico.
  • Il vino MORELLINO DI SCANSANO presenta un colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento; all’olfatto deve essere intenso, fine, fresco, fruttato con sentori di frutti rossi, marasca, molto spesso prugna, etereo, può presentare sentore di legno; al gusto è secco, caldo, leggermente tannico, morbido con l’invecchiamento.
    Il titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,50% vol per il Rosso e 13,00% vol per la Riserva che deve essere  sottoposta  ad  un periodo di invecchiamento non inferiore a due anni, di cui almeno uno in botte di legno. Il  periodo  di  invecchiamento decorre dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.
    L’acidita’ totale minima non deve essere inferiore a 4,50 g/l; l’estratto  non  riduttore  minimo di 24,0  g/l per la tipologia Rosso e  26,0 g/l per la Riserva.

    [Dal sito del consorzio di tutela]

    Alcune etichette:

    1. Bellamarsilia 2007 (Poggio Argentiera)
    2. Poggio al toro 2006
    3. Roggiano 2007 (Cantina del Morellino)

    Hai altre etichette da proporre? Segnalale nei commenti.

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    Oggi è un buon giorno, decisamente. Perché una persona di cui ho imparato ad apprezzare il lavoro (senza sviolinate, è la pura e semplice verità) ha dato il via a una nuova fase del suo progetto più ispirato. Sto parlando di Filippo Ronco e il suo Tigulliovino.

    In un post molto bello, dal titolo Back office, Filippo inaugura il nuovo corso, il nuovo sito e la ripresa attività. Non posso che fare il mio in bocca al lupo.

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    Da qualche tempo sono iscritto al social network Vinix. Per chi non lo conoscesse, Vinix è dedicato al mondo del vino (essenzialmente) e facilita l’incontro tra giornalisti del settore, produttori, enotecari, ristoratori e semplici appassionati, permettendo loro di gestire contatti, blog, annunci, video, e molto altro. L’idea di Vinix è di Filippo Ronco, il prodigioso autore di TigullioVino (attualmente in ristrutturazione), tra le altre cose.

    Attraverso Vinix mi sono imbattuto nel bellissimo caso dell’azienda Poggio Argentiera, di proprietà di Gianpaolo Paglia e Justine Keeling. E non esagero usando il termine bellissimo. Perché? Perché l’azienda Poggio Argentiera è il modello esemplare di cosa si può riuscire a fare utilizzando la comunicazione e la rete in modo appropriato. Oltre a produrre ottimi vini (mi dicono, soprattutto il Capatosta, ma io non ho ancora degustato), l’azienda ha trovato una via molto efficace per far conoscere la sua realtà all’insegna della trasparenza e del dialogo. E con buoni risultati.

    L’ultima notizia, che rappresenta davvero un unicum e non solo nel settore vinicolo, è la pubblicazione dei costi di produzione dell’azienda nel blog aziendale. La pubblicazione, cioè, di tutti quei dati che portano alla composizione del prezzo finale e che sono sempre considerati dati sensibili, segreti, dati per proteggere i quali molti imprenditori sarebbero pronti a morire!

    Gianpaolo che fa? Li pubblica nel suo blog, in una tabella indicante tutte le voci di costo e indicando persino  il suo margine operativo lordo.

    Chissà se qualche altro imprenditore seguirà il suo esempio! Io ho molti dubbi a proposito, mentre non ho alcun dubbio nell’affermare che il tipo di comunicazione che l’azienda Poggio Argentiera, e Gianpaolo Paglia in particolare, è un tipo di comunicazione che premia, perché onesta, trasparente, vera. E i nostri clienti non vogliono altro che questo.

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    Franciacorta | Annata 2008 da record

    Scritto da Antonio On gennaio - 1 - 2009 aggiungi un commento

    Il Franciacorta, il vino spumante DOCG bresciano, ha vissuto un 2008 da record. Dati del Consorzio per la tutela del Franciacorta alla mano, sarebbero 9.671.564 le bottiglie di spumante immesse nel mercato, con un incremento del 16% rispetto al dato del 2007.

    L’aspetto positivo che emerge dall’indagine del Consorzio è l’avvenuta ormai destagionalizzazione del prodotto che, adesso, oltre a essere acquistato proprio in questo periodo festivo, è venduto anche nel resto dell’anno, riscontrando quindi un favore sempre maggiore da parte dei consumatori.

    Aumentata la superficie viticola nei territori della denominazione, salita a 2.215 ettari (+5%) e aumentato pure il numero dei soci aderenti al Consorzio di tutela, giunti adesso a 366 tra viticoltori e imbottigliatori.

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